La fusione nucleare è come Moby Dick. In 60 anni di energia nucleare e di ricerche, infatti, il passaggio da una tecnologia che spacca l’atomo per prenderne l’energia, come genere umani, abbiamo sempre fallito nel trovare una soluzione al problema principale della fusione nucleare: quello che produce tanta energia. Troppa, abbastanza, in qualche caso, da distruggere o, quantomeno, alterare il nostro ecosistema. Ciononostante, alla Lockheed Martin sono convinti di avercela fatta, di aver trovato la quadra e di essere riusciti a realizzare la fusione nucleare a temperature umane. La soluzione è arrivata attraverso un reattore compatto del quale, però, non si sa granché

Cosa dice l’ufficio stampa

Lockheed Martin non è certo famosa per essere un’entità trasparente e amichevole nei confronti della stampa. Quello che dice, però, è che sta usando dei sistemi di nuova concezione che permette di contenere magneticamente l’energia, riducendo le dimensioni del 90% rispetto ai reattori precedenetmente studiati. Questo significa la costruzione di un prototipo entro cinque anni. Poi, una volta realizzato il prototipo, il colosso della difesa cercherà altri partner per migliorare la tecnologia sviluppata nei suoi laboratori supersegreti.

Cosa significa confinamento magnetico

L’idea è quella di creare un serbatoio di isotopi di idrogeno da bombardare con dei raggi di neutroni. Il plasma ad alta energia che, quindi si genera,  viene tenuto sotto controllo da due magneti superconduttori a forma di ciambella e il calore dovrebbe passare attraverso le pareti, generare vapore che va in una turbina e produrre elettricità come da manuale di educazione tecnica di terza media. L’idea, di per sé non è originale. I magneti di questo tipo si chiamano “tokamak” e sono stati inventati in Unione Sovietica negli anni ’50. I reattori che li hanno usati finora, nominalmente l’ITER francese, ne hanno usati esemplari di dimensioni enormi e, soprattutto, quei magneti hanno bisogno di usare tanta energia quanta ne viene prodotta all’interno del plasma.

Magneti più efficienti

I magneti della Lockheed Martin dovrebbero essere più efficienti. Questo significa, magneti di minore dimensioni che, con meno energia, possono far sì che il sistema non sia più a forma zero. Non solo, è stato anche condotto uno studio molto attento sulle linee dei campi magnetici che ha portato ad una migliore configurazione del sistema. Tutto questo porta ad avere una configurazione intrinsecamente stabile che funziona a pressioni minori di quelle create negli altri reattori e, quindi a rendere più piccolo il sistema.

Tanto rumore per nulla?

C’è dello scetticismo intorno al progetto, soprattutto perché non se ne sa un granché. Il fatto, però, è che Lockheed Martin ha bisogno di partner commerciali per sviluppare ulteriormente la tecnologia. Se dovessero riuscire a trovarli e dovesse riuscire a trovarli e a dimostrare che la tecnologia funziona