Il 2019 porta con sé Marie Kondo su Netflix. La prima stagione del reality che ha come protagonista la guru del riordino ha debuttato sul servizio di tv in streaming, protagonista la trentaquattrenne maestra giapponese della guerra quotidiana contro l’accumulo portato nelle case del mondo occidentale in anni di shopping incontrollato. L’autrice di “Il magico potere del riordino” entra per otto puntate nelle abitazioni di altrettante famiglie nell’area di Los Angeles. Fare ordine in casa, secondo Marie, significa riprendere il controllo sulla propria vita. «La mia missione – spiega nel trailer – è di accendere la gioia nel mondo attraverso l’ordine in casa».

Kevin e Rachel si sono trasferiti a Los Angeles con due bambini e non hanno più lo spazio di prima del trasloco. Margie è rimasta vedova e non ha il coraggio di svuotare gli armadi del marito. Frank e Matt, due giovani gay, sono convinti che un maggior ordine domestico li farà accettare come coppia dai rispettivi genitori. Clarissa e Mario aspettano il primo figlio. Ron e Wendy, al quarantaduesimo anno di matrimonio, sono appesantiti da una zavorra di decenni, incluse le decorazioni natalizie e i giocattoli dei figli che non abitano più con loro. Come ha fatto per anni di consulenze a domicilio, Marie invita le famiglie ad applicare il Metodo KonMari, importato nel 2014 negli Usa con un libro diventato bestseller

Buttare, ringraziandolo per i suoi servizi, tutto quello che non provoca una scintilla di gioia. La ricetta è di una semplicità disarmante e per la verità, oltre a eliminare dagli armadi gli effetti dell’hoarding, potrebbe applicarsi a tanti altri aspetti della vita. Non basta cioè aprire l’armadio e decidere con un colpo d’occhio che l’emozione emanata è positiva. «Devi prendere ogni capo in mano e chiederti individualmente se ti provoca gioia». Ed è così che le famiglie protagoniste dello show su Netflix svuotano gli armadi, ne buttano i contenuti sul letto e passano in rassegna ogni oggetto.

Secondo Marie, funziona meglio di metodi di selezione basati su domande tradizionali come «è fuori moda? me lo sono messo lo scorso anno? non mi entra più?» proprio per il suo invito a cercare qualcosa di positivo, all’insegna della gioia di vivere e del futuro, in quello che si sceglie di conservare. «Mettere in ordine è un dialogo con se stessi», sostiene la Kondo.

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