Lo aveva promesso e lo ha mantenuto. Il presidente francese Emmanuel Macron ha ottenuto il via libera dal parlamento a una misura a cui l’inquilino dell’Eliseo tiene molto: lo stop ai cellulari in classe. L’Assemblée Nationale ha infatti approvato la legge che stabilisce il divieto di usare il cellulare nelle scuole primarie e secondarie di primo grado e nelle scuole superiori fino ai 15 anni di età degli studenti. Diverso il discorso per le scuole superiori, che potranno disporre il divieto in via facoltativa, adottare il provvedimento nei loro regolamenti interni. Il divieto prevede articolazioni ed eccezioni, ma rappresenta comunque una rivoluzione per un Paese che, come del resto l’Italia, ha una diffusione dei device tra la popolazione più giovane quasi invasiva.

Cosa prevedono le nuove norme

Si calcola che il 93% dei ragazzi francesi tra i 12 e i 17 anni possegga un cellulare. Come anticpato, non mancano alcune eccezioni: gli istituti potranno in autonomia stabilire di consentire l’uso degli smartphone in determinate circostanze, in luoghi prestabiliti e soltanto per utilizzi pedagogici. Le scuole potranno anche creare un deposito all’ingresso oppure consentire agli studenti di tenere con sé lo strumento, senza però accenderlo. Tutto avverrà anche sulla base di un vademecum che verrà predisposto dal governo nelle prossime settimane e che sarà reso noto prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, in modo che studenti e insegnanti – ai quali ultimi peraltro il cellulare sarà lasciato – possano conoscere con precisione contenuti della nuova norma.

Ai dirigenti scolastici saranno invece suggeriti alcuni possibili modi di applicare la legge. Legge la cui applicazione sarà comunque difficilissima, a causa delle disinvoltura dei ragazzi nell’utilizzo degli strumenti elettronici, dell’impossibilità da parte degli insegnanti di perquisire gli studenti. Quindi tutto sarà affidato a un controllo occhiuto e alla buona volontà dei ragazzi. L’utilizzo degli smartphone in classe è proibito già dal 2010, quando entrò in vigore il Codice dell’educazione che ne impediva l’uso durante ogni attività di insegnamento e nei luoghi previsti dal regolamento interno. Qualcosa però finora non aveva davvero funzionato

In molti casi la precedente norma aveva lasciato spazio all’aggiramento del divieto a causa della mancanza dei regolamenti interni degli istituti e di altri cavilli. Inoltre, come fa notare il ministro francese dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer il precedente divieto mancava di un solco giuridico solido. Macron è stato severo anche con i propri colleghi del governo, avendo detelefonizzato tutte le sedute del consiglio dei ministri: i membri del governo devono lasciare il proprio smartphone su uno scaffale dedicato all’ingresso dell’Eliseo.

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