Il primo punto fermo del protocollo sullo smart working 2022 è la legge che disciplina la materia – la numero 81 del 2017 – che resta la base di riferimento e non viene modificata. In tempi normali, quando terminerà lo stato di emergenza dovuto al Covid, tornerà a essere necessario un accordo individuale tra lavoratore e impresa.

La norma lascia la possibilità nell’accordo individuale di stabilire che il lavoro da casa venga svolto con PC e attrezzatura del lavoratore, a differenza di quanto stabilito per la pubblica amministrazione. Non ci sono obblighi per la scelta del luogo del lavoro e dell’orario: si può organizzare la giornata in funzione degli obiettivi, ma l’orario complessivo resta quello stabilito dai contratti. Non sono previsti gli straordinari.

Nuove regole sullo smart working 2022

La giornata lavorativa svolta in modalità smart working – specifica l’intesa – si caratterizza per l’assenza di un preciso orario di lavoro e per l’autonomia nello svolgimento della prestazione. Lo smart working può essere articolato in fasce orarie individuando la fascia di disconnessione nella quale il lavoratore non eroga la prestazione lavorativa. E per questo vanno adottate specifiche misure tecniche e organizzative per garantire la fascia di disconnessione.

Si possono chiedere i permessi orari previsti dai contratti collettivi e quelli previsti dalla Legge 104 ma non sono previsti straordinari, a meno questo che non sia previsto dai vari contratti collettivi. In caso di assenze legittime come malattia, ferie, permessi retribuiti o infortuni, il lavoratore può disattivare i propri dispositivi di connessione e, in caso di ricezione di comunicazioni aziendali, non è comunque obbligato a prenderle in carico prima della prevista ripresa dell’attività lavorativa.

Fatti salvi diversi accordi, il datore di lavoro fornisce la strumentazione tecnologica e informatica necessaria allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità smart working e le spese di manutenzione e sostituzione della strumentazione sono a suo carico. Laddove le parti concordino l’utilizzo di strumenti propri del lavoratore vanno stabiliti criteri e requisiti minimi di sicurezza da implementare.

In caso di guasto, furto o smarrimento delle attrezzature, il dipendente è tenuto ad avvisare tempestivamente il proprio responsabile e, se del caso, attivare la procedura aziendale per la gestione del data breach. La prestazione effettuata in modalità smart working deve essere svolta esclusivamente in ambienti idonei, deve rispettare tutte le norme su salute e sicurezza e quelle sulla riservatezza dei dati trattati. Il lavoratore in smart working ha diritto alla tutela contro infortuni e malattie professionali connessi alla prestazione lavorativa resa in esterni.

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