Le stime delle agenzie parlano chiaro: sono già pronti 12.000 contratti dalla meccanica all’automotive, dall’ecommerce al lusso. Grazie a sgravi contributivi e Industria 4.0 sono da mettere in conto nuovi ingressi di figura specializzate come esperti di blockchain e di privacy, specialisti di intelligenza artificiale e di media digitali. Come riferiscono le agenzie del lavoro (Articolo1, Gi Group, Manpower, Openjobmetis, Orienta, Michael Page, Page Personnel, Randstad, Umana e dal sito Monster.it), contattate dal Sole 24 Ore, nel 2018 ci sarà bisogno di Data Labeling Specialist, Programmatic Manager, Project Manager Industria 4.0, Data Protection Officer, Designer Di Stampe 3D.

Nei comparti più classici, i più richiesti sono addetti alle vendite, chef e addetti ristorazione, impiegati, infermieri, tecnici di laboratorio, autisti. E poi ci sono le figure introvabili: specialista in fisica e chimica, tecnico informatico, operaio metalmeccanico, ingegnere, operaio edile, assistente sociale.

Il caso: in 5.000 per 70 posti

Gente arrivata in treno fin dalla Sicilia, molti dal Nord Italia, neolaureati, operai 50enni espulsi dal lavoro, tutti verso un unico obiettivo: il Job Day della Antonio Carraro, l’azienda di trattori di Campodarsego (Padova) che sembrava non riuscisse a trovare i 70 dipendenti per aumentare la propria pianta organica. In due settimane è stata sommersa dalle richieste di assunzione. Sono oltre 5.000 i curricula giunti negli uffici dell’azienda veneta, dopo che il caso operai introvabili era stato rilanciato dalla stampa. Conferma che la comunicazione aziendale nelle ricerche di personale è una cosa, i mass media un’altra.

La Antonio Carraro di Campodarsego, 380 dipendenti, impegnata nella produzione di trattori compatti per l’agricoltura specializzata e per il settore civile, 65% del fatturato realizzato all’estero, ha effettuato investimenti per inserire nuovi robot alla catena di montaggio, e urgenza di trovare manodopera specializzata che li faccia funzionare. Per questo, è alla ricerca di 70 nuovi addetti, tra operai, tecnici e ingegneri. «Incredibile che non si riesca a trovarli» aveva commentato pochi giorni fa Liliana Carraro, responsabile relazioni esterne, confermando le difficoltà nel reperire i profili richiesti. Non si tratta di lavoro somministrato da altri, ma di contratti a tempo indeterminato, terzo livello, con una retribuzione di 1.590 euro lordi mensili.

E infatti adesso la risposta è arrivata, persino oltre il previsto. Al Job Day c’era gente in coda fuori dei cancelli dell’azienda. In quattro ore sono stati quasi 300 i curricula presentati dagli aspiranti operai e tecnici, ai tavoli dove si sono svolti i colloqui conoscitivi. L’azienda, che conta di chiudere il 2017 con un fatturato di 90 milioni di euro, stilerà ora un elenco dei candidati e poi farà le scelte. «Confermo che assumeremo prima in prova e poi a tempo determinato» ha chiarito Liliana Carraro. Scettico tuttavia il sindacato, in particolare la Fiom Cgil, che giudica positivamente a prospettiva di crescita, non altrettanto che l’azienda abbia disdetto nel febbraio 2017 gli accordi di secondo livello, e lamenta che nella gestione della crisi non si sia tentato, anziché il Job Day, di ricollocare in un’azienda che cercava personale gli operai usciti invece dalle fabbriche in crisi.

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