Cambia il mercato del lavoro e le offerte delle aziende – almeno quelle più grandi e strutturate – vanno a caccia di profili sempre più specializzate. Quali sono allora le professioni più richieste dalla Rete nel settore Ict? Quali sono i lavoro del prossimo futuro che troveranno sempre più spazio? Nessun dubbio per InTribe, società specializzata nell’analisi dei trend futuri, che stila una vera e propria top ten dei nuovi lavori:

  • Esperto di cybersecurity (sicurezza informatica)
  • Esperto di blockchain (la tecnologia alla base delle criptovalute, ma dalle potenzialità illimitate)
  • Data scientist (analisi dei dati)
  • Esperto di intelligenza artificiale e machine learning (figure che si occupano dello sviluppo di sistemi che imparano dall’esperienza)
  • Meccatronico (tecnico per l’automazione industriale evoluto)
  • Esperto di Internet of Things e Ubiquitous computing (professionalità che sviluppa gli strumenti collegati alla rete)
  • Esperto di usabilità e user experience (professionalità che sviluppa prodotti facili da usare)
  • Esperto di realtà virtuale e aumentata
  • Esperto di fog computing (specialisti nella gestione della rete e che ad esempio monitorano i droni per le consegne a domicilio)
  • Growth hacker (professionalità che si occupa della crescita dei clienti)

E chi pensa che Facebook serva solo per ritrovare i vecchi compagni di scuola, spulciare le foto delle vacanze degli amici, esprimere l’indignazione del momento, condividere citazioni più o meno dotte o fare un bagno di fake news è destinato a ricredersi. La più famosa piattaforma di social networking si rivela utile anche per cercare lavoro. A mettere in evidenza questo utilizzo del più popolare network sociale è l’osservatorio dell’agenzia per il lavoro E-work. Al primo posto tra le piattaforme social scelte da chi vuole cambiare o trovare lavoro c’è sempre LinkedIn, ma anche Facebook è comunque utilizzato da un candidato su tre.

Secondo Paolo Ferrario, amministratore delegato di E-work, nei prossimi anni sarà la volta anche di YouTube e Twitter: sarà quindi sempre più importante prestare attenzione a quello che i social dicono di noi. Per le aziende Facebook è già diventato uno strumento di selezione. Ferrario sottolinea come nel 55% dei casi presi in esame, i selezionatori abbiano cambiato idea dopo aver consultato il profilo Facebook di un candidato. Occhi aperti, quindi: soprattutto per chi utilizza questo canale per presentarsi alle aziende. Si tratta in maggioranza di uomini tra i 26 e i 45 anni, residenti nel nord Italia, che operano nei campi marketing e comunicazione (32%), informatica e telecomunicazioni (24%), risorse umane (15%) e amministrazione (12%).

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