La mossa di Tim aprire il confronto con Agcom e Antitrust sul futuro della rete ha colto di sorpresa sia gli stessi interlocutori e sia gli osservatori. In questo modo l’operatore sposta le discussioni dal piano politico a quello tecnico ovvero al business. E il tutto pensando a quel Piano industriale, mai così atteso che sarà presentato il 6 marzo. L’amo lanciato da Tim sembra aver fatto presa se, come sembra, il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni avrebbe accolto con favore il suggerimento di aprire un tavolo per il miglioramento del governo della rete. I tempi sono brevi ma non imminenti e con ogni probabilità l’appuntamento slitta a dopo le festività.

Un tavolo per il miglioramento del governo della rete

Un tavolo tecnico con l’Agcom per vedere se e come migliorare la governance della rete, con un modello ad hoc per l’Italia. È allora questa la soluzione di Tim per uscire dallo stallo sul dossier caldo di questi mesi e che l’amministratore delegato Amos Genish ha illustrato nel giro dei palazzi romani. Genish, che alla vigilia era stato deciso nell’escludere una separazione della rete, affermando che nel mondo una scelta del genere si è rivelata un fallimento, ha visto il presidente dell’Agcom Angelo Marcello Cardani, quello dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Il risultato degli incontri è emerso in serata, dopo l’incontro al Mise, quando l’amministratore delegato ha spiegato che Tim ha proposto all’Agcom, sulle cui scrivanie è aperta l’analisi del mercato della rete d’accesso da concludere entro la metà del 2018, l’apertura di un tavolo tecnico per analizzare eventuali miglioramenti da apportare all’attuale modello di governance della rete. Genish riferisce che Cardani avrebbe accolto con favore la proposta di Tim e anche Pitruzzella avrebbe incoraggiato l’avvio di un dialogo approfondito e tempestivo.

L’idea di Tim è stata illustrata anche a Calenda, con il quale il confronto continuerà anche nei prossimi due mesi e fino al termine del mandato del ministro. Un nuovo appuntamento non è stato ancora fissato, ma i punti in sospeso non mancano, a partire dalla lettera spedita da Via Veneto nei giorni scorsi, con la quale si chiede al gruppo telefonico una ricognizione sul perimetro della rete, con particolare riferimento al servizio universale. Piazza Affari, all’asciutto di notizie per tutta la giornata, ha intanto punito il titolo: forse proprio a causa dell’incertezza sulla questione rete, che l’avvio del tavolo non pare risolvere a breve, Tim lascia sul terreno il 3%.

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