Il conto alla rovescia per la realizzazione del prossimo supercomputer più veloce del mondo è già iniziato. Sarà capace di compiere un miliardo e mezzo di miliardi di operazioni al secondo e vedrà la luce negli Stati uniti, al Laboratorio Nazionale di Oak Ridge del Dipartimento dell’Energia americano. Chiamato Frontier, costerà oltre 600 milioni di dollari e si servirà di sistemi di elaborazione avanzati e dell’intelligenza artificiale.

La potenza di calcolo di Frontier e le sue tecnologie di nuova generazione saranno una risorsa per i ricercatori, che le utilizzeranno per far avanzare le conoscenze in numerosi settori, dalle scienze del clima alla genomica, dalla fisica alle strutture sub-atomiche.

Ma qual è adesso il supercomputer industriale più potente?

Eni ha avviato presso la propria infrastruttura di supercalcolo, situata nel Green Data Center di Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia, il nuovo supercalcolatore Hpc4, quadruplicando la potenza dell’intera infrastruttura e rendendola la più potente del mondo a livello industriale. I numeri sono da record: adesso può raggiungere una disponibilità di potenza di picco pari 22,4 petaflop, vale a dire 22,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo.

Nella classifica Top 500, il sistema dell’Eni si colloca fra i primi dieci del pianeta ed è il primo fra quelli non governativi e non istituzionali. A detta dell’amministratore delegato Claudio Descalzi, queste tecnologie consentono di accelerare e rendere più efficiente e accurato l’intero processo upstream, riducendo i rischi nella fase esplorativa e guadagnando un notevole vantaggio tecnologico, ma anche di aumentare il livello di affidabilità, integrità tecnica e continuità operativa di tutti gli impianti.

Poi ci sono i supercomputer in grado di effettuare un miliardo di miliardi di operazioni al secondo. Si parla di exaflop e, come spiega l’Unione europea, si tratta di macchinari strategici per competere sui terreni della mobilità, della medicina o del clima. Non solo, ma anche di energie rinnovabili, sicurezza delle automobili e sicurezza informatica.

Per il vicepresidente della Commissione europea Andrus Ansip occorre dotare entro il 2020 i ricercatori e gli imprenditori di capacità di livello mondiale in questo settore con l’obiettivo di sviluppare tecnologie come l’intelligenza artificiale e creare le applicazioni quotidiane del futuro. Proprio queste sono infatti le basi dell’iniziativa EuroHpc (High performance computing).

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