C’era una volta un brand di grande successo nel campo della telefonia in grado di fare la voce grossa anche in Italia in termini di volume di vendita. L’arrivo degli smartphone touchscreen, iPhone e non solo, ha spazzato via Ericsson, costretto a indirizzare altrove i propri affari. Peccato solo che non abbia ancora trovato un suo equilibrio, come dimostrato dal nuovo piano di ristrutturazione aziendale che prevede di mettere alla porta 600 lavoratori italiani da aggiungere ai 300 già annunciati per un totale di circa 900 licenziamenti. Numeri da capogiro per la società svedese, rispetto a cui le organizzazioni di rappresentanza dei dipendenti hanno già annunciato una giornata di astensione dal lavoro.

Ericsson: sciopero dei lavoratori il 18 dicembre

Dinanzi a questa situazione, i sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno proclamato per il 18 dicembre uno sciopero dei lavoratori Ericsson. Una protesta accompagnata da una richiesta di incontro con il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per protestare contro il nuovo piano industriale che prevede – ricordano – circa 1.000 persone in uscita nei prossimi 6 mesi fra esuberi strutturali e cessioni di ramo d’azienda, nonché disdetta dei contratti con abbattimento di circa il 30% di retribuzioni. L’azienda scandinava ha replicato facendo presente che speculazioni riguardanti i licenziamenti di 1.000 persone in Ericsson non sono corrette.

All’inizio di quest’anno – è la ricostruzione dei fatti della multinazionale – Ericsson ha condotto una riduzione del personale che ha riguardato 277 dipendenti in Italia. Successivamente hanno informato le organizzazioni sindacali e i dipendenti della necessità di una ulteriore riduzione di personale che coinvolgerà 600 dipendenti. E hanno inoltre comunicato la creazione di una nuova legal entity – al 100% di proprietà Ericsson – dove trasferire circa 500 dipendenti dedicati ai field services. Come parte di questo processo, Ericsson ha identificato la necessità di ridurre il numero di persone impegnate nell’area di business (filed services) e di avviare un programma che impatterà un numero massimo di 150 dipendenti, facenti parte dei 600.

Aspettative tecnologiche per il 2018

In questo contesto, il ConsumerLab di Ericsson ha indagato sulle aspettative tecnologiche degli utenti per il 2018, ricavando un decalogo di sicuro interesse:

  • Your Body is the User Interface – Il corpo diventa l’interfaccia utente
  • Augmented Hearing – L’udito aumentato
  • Eternal Newbies – Eterni neofiti
  • Social Broadcasting
  • Intelligent Ads – Pubblicità intelligenti
  • Uncanny Communication – Comunicazioni misteriose
  • Leisure Society – La società dello svago
  • Your Photo is a Room – Nelle foto come in una stanza
  • Streets in the air – Nuove vie nel cielo
  • The Charged Future – Il futuro ricaricato
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1 commento

  1. Caro Fabio,
    sbagli nell’affermare che “L’arrivo degli smartphone touchscreen, iPhone e non solo, ha spazzato via Ericsson, costretto a indirizzare altrove i propri affari. Peccato solo che non abbia ancora trovato un suo equilibrio, come dimostrato dal nuovo piano di ristrutturazione…”. Basterebbe poco per documentarsi che Ericsson ha prodotto cellulari, a marchio Ericsson, solo per 10 anni, il resto dei suoi 141 anni di vita – prima, DURANTE, dopo la parentesi dei cellulari – l’azienda si è sempre occupata di infrastrutture di reti, fisse e mobili. Da leader mondiale.
    Ora leggo che ci sono scioperi e licenziamenti, ma credo che l’azienda, in Italia da un centinaio di anni, abbia ancora il triplo se non quadruplo dei dipendenti delle varie aziende cinesi che operano nello stesso settore.

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