Nexi e Deutsche Telekom firmano con la Bce un accordo decennale per l’euro digitale: una rete che collegherà piattaforma e intermediari, mentre Nexi si prepara ai test. Sullo sfondo, l’ipotesi di emissione nel 2029.

La Banca centrale europea (BCE) ha affidato a Nexi e Deutsche Telekom uno dei due contratti decennali per la connettività dell’euro digitale. L’intesa è operativa dal 28 settembre 2026: il gruppo italiano dei pagamenti e la società tedesca di telecomunicazioni realizzeranno e gestiranno una rete che collegherà i componenti tecnologici della futura valuta.

Prima che l’euro digitale possa arrivare a negozi e cittadini, serviranno connessioni sicure fra la piattaforma centrale, le banche centrali e gli intermediari. Nexi entra nel progetto come fornitore dell’infrastruttura di rete su cui poggerà il sistema. È un incarico che riguarda il collegamento fra i diversi partecipanti e i servizi tecnologici necessari al funzionamento della valuta.

La rete tra piattaforma e intermediari

Il raggruppamento Nexi-Deutsche Telekom fornirà servizi Network Service Provider (NSP), ovvero connettività per i sistemi coinvolti nel progetto. La rete metterà in comunicazione i data center che ospiteranno la Digital Euro Service Platform (DESP), la piattaforma di servizio dell’euro digitale, e permetterà l’accesso alle banche centrali nazionali e ai prestatori di servizi di pagamento. Tra questi figurano banche e altri intermediari autorizzati.

Su quei collegamenti viaggeranno le informazioni necessarie a elaborare le operazioni all’interno dell’ecosistema. Le risorse di rete saranno adattabili ai diversi volumi di attività, compresi i picchi, e sosterranno lo scambio end-to-end tra i partecipanti. L’incarico comprende anche la connettività per il progetto pilota. La rete è attesa pronta a sostenere l’eventuale emissione nel 2029.

Per limitare la dipendenza da un solo operatore e favorire la continuità del servizio, la BCE ha scelto due fornitori indipendenti. Il secondo contratto è andato al consorzio spagnolo Telefónica-Indra, con decorrenza prevista da maggio 2027. Per il raggruppamento Nexi-Deutsche Telekom, la durata complessiva è di dieci anni a partire dalla data ufficiale di avvio.

Nexi verso la fase dei test

L’aggiudicazione estende le attività di Nexi oltre i servizi di pagamento destinati a esercenti e utenti. Il gruppo opera nei pagamenti digitali e in Italia fornisce infrastrutture e servizi utilizzati da banche, imprese e commercianti. Nel progetto della BCE, Nexi lavorerà con Deutsche Telekom alla connettività condivisa, mettendo a disposizione la propria esperienza nel settore dei pagamenti e delle infrastrutture.

Per banche e altri intermediari, la rete dovrà consentire l’integrazione con la DESP e lo scambio delle transazioni. In seguito, i prestatori di servizi potranno distribuire l’euro digitale agli utenti secondo il modello definito dall’Eurosistema. Il progetto pilota servirà a provare i servizi e la rete in un ambiente controllato.

Il calendario della BCE colloca la sperimentazione nella seconda metà del 2027. È previsto un progetto pilota di dodici mesi, con la partecipazione di 36 prestatori di servizi di pagamento, esercenti selezionati e personale delle banche centrali. Le prove riguarderanno operazioni quotidiane, dai pagamenti nei negozi ai trasferimenti tra persone, e permetteranno di testare il funzionamento dell’ecosistema durante l’uso.

Il 2029 come possibile data di emissione

La BCE indica il 2029 come orizzonte per una possibile prima emissione. Il passaggio dipende dall’approvazione del quadro normativo europeo e da una successiva decisione del Consiglio direttivo. La preparazione tecnologica procede quindi in parallelo con il percorso legislativo, mentre l’eventuale introduzione della valuta resta legata a queste tappe.

Per Nexi l’accordo ha anche un rilievo industriale. L’amministratore delegato Bernardo Mingrone lo ha definito una tappa significativa e lo ha collegato al rafforzamento della sovranità digitale europea. Deutsche Telekom ha richiamato l’esigenza di reti finanziarie resilienti e sicure. Il lavoro assegnato alle due società riguarda la costruzione dei collegamenti tra piattaforma, banche centrali e intermediari: un passaggio tecnico necessario perché, in futuro, cittadini e imprese possano utilizzare l’euro digitale.

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