L’Europa accelera verso una rete satellitare autonoma per ridurre la dipendenza da Starlink: IRIS², le tappe previste per l’avvio dei servizi e le possibili ricadute per le case italiane senza fibra.
L’Unione europea ha portato a 15,6 miliardi di euro il programma IRIS², che prevede 348 satelliti per rafforzare le comunicazioni sicure europee. La rete punta a ridurre nel medio periodo la dipendenza strategica da Starlink. Per le famiglie italiane, però, oggi non c’è un servizio satellitare alternativo da acquistare: i primi lanci sono attesi nel 2029, mentre la piena operatività è prevista nel 2030.
La vulnerabilità è emersa in ottobre, quando le restrizioni ai collegamenti Starlink usati dalle forze ucraine hanno interrotto la connessione dei terminali in movimento oltre i 160 chilometri orari. Le operazioni sul campo ne sono state compromesse. Il servizio è poi tornato pienamente operativo, ma l’episodio ha mostrato quanto un’infrastruttura affidata a un fornitore esterno possa incidere sulla sicurezza europea.
IRIS², una rete europea a più orbite
IRIS² è l’acronimo di Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite. Si tratta di una costellazione multi-orbita, a bassa e media quota, sviluppata dall’Unione europea insieme all’Agenzia spaziale europea (ESA) e al consorzio industriale SpaceRISE. Il progetto mira a fornire comunicazioni cifrate e resilienti alle istituzioni e agli utenti governativi, con applicazioni in ambito di sicurezza e difesa.
Il piano aggiornato conta 348 satelliti, contro i 290 previsti inizialmente. Anche l’investimento complessivo è cresciuto: dai 10,55 miliardi di euro della prima versione a 15,6 miliardi. I fondi includono risorse pubbliche europee e investimenti dei partner industriali. La collaborazione tra istituzioni e imprese riguarda la progettazione, le infrastrutture e la gestione della rete.
Il confronto con Starlink aiuta a capire la scala dei due sistemi. SpaceX gestisce una costellazione con oltre 11.000 satelliti in orbita e offre servizi commerciali con copertura globale. IRIS² si concentra soprattutto sulle comunicazioni istituzionali sicure; i servizi commerciali potranno rientrare nel suo ecosistema, mentre la rete europea avrà dimensioni e copertura diverse.
Le tappe: dai lanci ai servizi
Il calendario fissa i primi lanci al 2029 e la piena operatività al 2030. La revisione del programma è stata completata da UE, ESA e SpaceRISE. Ora la costruzione della costellazione procede insieme alla messa a punto delle componenti a terra, necessarie per attivare i servizi. IRIS² è dunque ancora in fase di realizzazione.
Per l’Ucraina non è disponibile una sostituzione immediata di Starlink. I governi europei condividono capacità satellitari attraverso GOVSATCOM, ma l’accesso di Kiev al programma non ha finora fornito un’alternativa equivalente. La rete comune risponde così a un’esigenza di autonomia europea, mentre restano aperte le necessità più urgenti.
Cosa cambia per le case italiane senza fibra
Per chi abita in una zona non raggiunta dalla fibra, la questione pratica è capire quando IRIS² potrà diventare un’opzione commerciale. Le date del 2029 e del 2030 riguardano l’avvio dei lanci e la piena operatività della rete. Per arrivare a un servizio per le famiglie occorreranno offerte commerciali, operatori che le propongano, terminali compatibili e condizioni di copertura e accesso.
Intanto Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone hanno firmato una lettera d’intenti per valutare servizi satellitari diretti agli smartphone e una possibile offerta condivisa sullo spettro europeo. La proposta punta a collegare direttamente i dispositivi. Per gli utenti italiani, la disponibilità di un’opzione europea dipenderà dal passaggio dalla rete istituzionale ai servizi commerciali e dalla presenza di satelliti, terminali e operatori pronti a offrirli.










