Con l’apertura del deposito titoli, la banca si impegna a custodire e amministrare i titoli e gli strumenti finanziari, oltre che a ricevere e a dare esecuzione agli ordini di acquisto, vendita, sottoscrizione e rimborso impartiti dal cliente.

A cosa serve un deposito titoli su conto corrente bancario o postale

Il deposito titoli non è un conto corrente: si tratta di due strumenti con funzioni differenti. Il conto corrente permette di svolgere le operazioni quotidiane come accrediti, addebiti e spese, ed è la piattaforma su cui passano tutti i servizi bancari. Il deposito titoli consente di custodire gli strumenti finanziari, ma anche mantenere tutte le relative registrazioni contabili.

Allo stesso tempo, provvede alla tutela dei diritti inerenti agli strumenti finanziari, verifica i sorteggi per l’attribuzione dei premi o per il rimborso di capitale, esige gli interessi e i dividendi, cura le riscossioni per conto del cliente.

Ancora più nello specifico, il deposito titoli è un conto di appoggio, collegato ad un conto corrente che il risparmiatore apre se decide di investire in titoli azionari, obbligazioni, warrant, derivati, quote di fondi e altri prodotti finanziari.

La banca effettua la registrazione contabile degli strumenti, cura l’incasso degli interessi e dei dividendi, il rinnovo e l’incasso delle cedole e, su incarico espresso del cliente, procede a specifiche operazioni come l’esercizio del diritto di opzione, la conversione e il versamento di decimi.

Deposito titoli su conto corrente bancario o postale, chi lo deve avere

Possono avere un deposito titoli tutti coloro che intendono effettuare sottoscrizioni delle seguenti tipologie di strumenti finanziari titoli di Stato emessi dallo Stato Italiano, titoli obbligazionari, titoli azionari e assimilati, fondi chiusi immobiliari, certificates. I clienti possono inoltre sottoscrivere le quote di OICR (Fondi Mobiliari Aperti) e i Prodotti Finanziari Assicurativi e i Prodotti Multiramo.

Sul versante costi e tassazione, per le comunicazioni relative ai prodotti e agli strumenti finanziari, l’imposta è dovuta nella misura minima di 34,20 euro e nella misura massima di 1.200 euro.

L’estratto conto, compresa la comunicazione relativa agli strumenti e ai prodotti finanziari, anche non soggetti all’obbligo di deposito, si considera in ogni caso inviato almeno una volta nel corso dell’anno nonché alla chiusura del rapporto, anche nel caso in cui non sussista un obbligo di invio. Se le comunicazioni sono inviate periodicamente nel corso dell’anno, l’imposta di bollo dovuta è rapportata al periodo rendicontato.

Dopodiché, l’imposta è sostitutiva di quella dovuta per tutti gli atti e documenti formati o emessi ovvero ricevuti dalle banche, nonché dagli uffici dell’Ente poste italiane relativi a operazioni e rapporti regolati mediante conto corrente, ovvero relativi al deposito di titoli.

L’estratto conto, compresa la comunicazione relativa agli strumenti e ai prodotti finanziari, anche non soggetti all’obbligo di deposito, ai depositi di titoli, si considera in ogni caso inviata almeno una volta nel corso dell’anno. Non sono soggetti all’imposta gli estratti dei conti correnti postali che presentino un saldo negativo per tre mesi consecutivi a seguito dell’applicazione della predetta imposta e che siano chiusi d’ufficio.

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