Messe alle strette dall’avanzata del fintech e dai servizi creditizi dei giganti del web, le banche italiane accelerano sull’utilizzo delle nuove tecnologie. L’ultima iniziativa in ordine di tempo, ora giunta in pre-produzione dopo alcune prove, è Spunta Banca Project. Si tratta di un progetto di applicazione della blockchain (tecnologia che è anche alla base di alcune cripotovalute) alla spunta interbancaria. In pratica il processo informatico finalizzato a incrociare le attività effettuate tra clienti di banche diverse, al fine di verificarle. Il test è svolto da 18 istituti, pari al 78% dell’industria creditizia in Italia in termini di dipendenti.

A coordinare l’iniziativa è l’Abi di Antonio Patuelli tramite Abi Lab. L’obiettivo è applicare la blockchain ai processi interbancari. Questo con i partner tecnici Ntt Data e Sia, oltre a Corda di R3 per la piattaforma. Lo scopo è la trasparenza e la visibilità delle informazioni e una maggiore velocità di esecuzione delle operazioni. L’ultimo appello a tagliare costi e filiali per affrontare la concorrenza del credito 4.0 è arrivato venerdì dalla stessa Bankitalia. Il mondo del credito è infatti nel mezzo di una profonda trasformazione e – con ogni probabilità – dovrà gestire un’altra ondata di esuberi e di nuove mansioni. Tutti problemi ben presenti ai sindacati del settore, che il 13 febbraio saranno in Abi per avviare il tavolo sul nuovo contratto nazionale.

Come funziona la blockchain

I computer connessi alla rete della moneta virtuale registrano ogni generazione di nuovi Bitcoin e ogni passaggio di proprietà di un Bitcoin su blockchain, registro pubblico e condiviso tra tutti gli utenti della rete che verifica e autentica quanti sono i Bitcoin e a chi appartengono. Ogni volta che un Bitcoin passa di mano, questo trasferimento viene registrato su blockchain, che significa proprio catena di blocchi, in un nuovo blocco di dati crittografato, che si aggiunge ai blocchi in cui sono incluse le operazioni precedenti e alle quali si lega.

Oggi i blocchi sono poco meno di 500.000. È impossibile modificarne uno, perché sarebbe incompatibile con tutti quelli precedenti e quelli successivi. Questo registro condiviso è una sorta di banca centrale dei Bitcoin, la massima garanzia dell’esistenza e della titolarità delle monete virtuali. Dopo il Bitcoin sono nate molte altre monete virtuali e alcuni Stati stanno provando a creare valute nazionali, come l’Estonia (estCoin), la Tunisia (eDinar) o la Svezia La (eKrona).

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