Prosegue senza soste la battaglia sui diritti d’autore. Soundreef, la startup italiana fondata nel 2011 da Davide d’Atri con lo scopo di raccogliere i diritti d’autore e ridistribuirli agli artisti, ha annunciato di aver siglato due accordi con YouTube e Suisa, società che si occupa della raccolta sul mercato svizzero. La società concorrente della Siae, cui hanno aderito artisti come Fedez e J-Ax, Gigi D’Alessio, Nesli, Fabio Rovazzi, da ultimo Enrico Ruggeri, e altri 11mila autori, mette così a segno un accordo strategico attraverso cui Soundreef e Suisa negozieranno e raccoglieranno i diritti d’autore dei propri iscritti per alcuni tra i principali digital provider come Apple Music, iTunes, Google Play, Amazon, Deezer, Tidal o Spotify.

Considerando che gli artisti di Soundreef sono molto seguiti sulla piattaforma di Google, l’intesa con YouTube permetterà alla startup di ricevere report dettagliati di tutte le canzoni ascoltate sulla piattaforma, potendo quindi riscuotere direttamente quanto spetta ai suoi artisti. Una vera grana per Siae: l’album di Fedez e J-Ax, per esempio, è stato il più venduto del 2017.

Sconfitto il monopolio Siae

Anno trionfante allora per Fedez. Il rapper incassa un nuovo successo. Quello di Soundreef, che a Roma ha annunciato, dopo una lunga battaglia, di aver abbattuto il dominio monopolistico ultracentenario della Siae nella raccolta dei diritti d’autore. Lui, Fedez, ci aveva messo la faccia, passando alla nuova società già dall’aprile 2016, primo di una serie di artisti che lo hanno seguito: dallo stesso Ax ad Enrico Ruggeri, passando per Fabio Rovazzi, Gigi D’Alessio, Nesli, 99 Posse. Per rientrare nella legge che ha aperto il mercato dei diritti alle società di raccolta senza scopo di lucro, Soundreef ha avviato la collaborazione con l’associazione no profit Lea (Liberi Editori Autori), costituita di recente.

Come spiegato dal rapper, è caduto il monopolio e ora ci sarà competitività in questo settore e porterà benefici agli autori e ai compositori. Soundreef era una startup e in quanto tale ha attirato la sua attenzione: rappresentava una lotta contro i mulini a vento. Ed era anche interessante dal punto di vista della comunicazione vedere come si poteva cercare di allargare a più persone possibile, un argomento prettamente settoriale. L’impressione è che questa sia solo la prima breccia nel comparto, destinata ad allargarsi con sviluppi imprevedibili e con possibili riposizionamento di altri artisti. E con un’attenzione supplementare per il web.

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