Torna il “virus Equitalia”, diffuso via mail attraverso una campagna di phishing che colpisce moltissimi utenti in queste settimane. Sono molti, infatti, a trovare una mail (apparentemente) proveniente dall’agenzia incaricata della riscossione dei tributi, con l’intestazione “AVVISO DI PAGAMENTO n. 00344874213” (ma quest’ultimo numero potrebbe cambiare in ogni mail).

Attenzione al “virus Equitalia”: come riconoscere le mail infette

Il corpo della mail (con tanto di errori) è il seguente:

Agente della Risossione
Equitalia S.p.A.
Via Cristoforo Colombo 142 – 73195 – Roma

Art. 495 D.P.R. 07/03/1942, n. 195 e successive modifiche – Art. 495 D.P.R. 02/07/1942, n. 595, Art. 190 c.p.c.

Gentile xxxxxx,

Il suindicato Agente della Riscossione avvisa, ai sensi delle intestate disposizioni di legge , di aver depositato in data odierna, nella Casa Comunale del Comune il seguente avviso di pagamento “Documento n.00344874213” del 04/01/2016 , composto da 3 pagina/e di elenchi contribuenti a nr. 7 atti.

SCARICA IL DOCUMENTO ALLEGATO

? Equitalia S.p.A. C.F. P.I. 07894495

equitalia

Il documento allegato è un file zip che, per nome, ha lo stesso numero del presunto “avviso di pagamento”. In questo periodo di pagamento di tasse e imposte varie, tanti utenti trovano la mail perfettamente credibile e tentano quindi di aprire il file allegato nella convinzione che contenga una cartella esattoriale o di una ricevuta di pagamento. Non è così: si tratta infatti di una truffa mirata a ottenere dati “sensibili” degli utenti, già circolata nei mesi scorsi e tornata prepotentemente alla ribalta fra la fine del 2015 e questo inizio di 2016.

LA CONFERMA DI EQUITALIA – La stessa Equitalia, in una nota, mette in guardia gli utenti dall’aprire queste mail e fa sapere che il Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), l’unità specializzata della Polizia Postale, è al corrente di questa campagna di phishing. Se si riceve una mail del genere, qiundi, bisogna fare una cosa sola: ignorarla e cancellarla. E’ bene ricordare, peraltro, che per le comunicazioni ufficiali Equitalia ricorre a raccomandate postali e non a semplici mail. Come ulteriore sicurezza, basta controllare il mittente. Le mail “truffaldine”, infatti, provengono generalmente da questi indirizzi (fasulli): [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected][email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected]; [email protected]

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