Sono scattati ieri i saldi invernali, il primo grande appuntamento commerciale dell’anno. Si comincia con la Basilicata e la Sicilia, seguirà la Valle D’Aosta il 3 gennaio. In tutte le altre regioni vendite di fine stagione da sabato 5. Sarebbero circa 280mila, secondo Confesercenti, le attività commerciali interessate. Praticamente tutto il settore moda e tessili. Circa un italiano su due ha già deciso di fare almeno un acquisto, valutando di investire in media 122 euro a persona (280 euro a famiglia). Si cercheranno calzature (l’acquisto in saldo più desiderato dagli italiani), a seguire maglieria e pantaloni e prodotti per la casa.

Quanto all’hi-tech – il vero oggetto del desiderio dell’italiano – quello non va in saldo. Dati leggermente differenti da parte di Confcommercio che stima una spesa media di 325 euro a famiglia e 140 euro pro capite. Aderiranno oltre 15 milioni di famiglie sui 26 milioni totali, per un giro d’affari di 5,1 miliardi. «Quest’anno gli sconti di partenza saranno più alti. Per i consumatori sarà meglio del Black Friday, con un periodo di sconti più lungo e tutti i vantaggi del negozio tradizionale», rimarca Roberto Manzoni, presidente di Fismo Confesercenti.

Se per Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia di Confcommercio, «saranno saldi in linea con lo scorso anno», per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «non basteranno a risollevare le sorti del commercio» e faranno registrare una «pesante flessione», pari a circa il -7%. Le ragioni sarebbero una data di partenza delle promozioni «assolutamente inadeguata, al termine delle feste natalizie e di Capodanno, con le famiglie che hanno già svuotato i portafogli e un cambio nelle abitudini. I consumatori stanno spostando gli acquisti verso l’e-commerce, che può godere di sconti liberi tutto l’anno». E come ogni anno Confcommercio ribadisce il vademecum.

A partire dalla possibilità di cambiare il capo se danneggiato o non conforme. Devono, poi, essere accettate le carte di credito. Inoltre, i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Infine l’obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. Il calendario dei saldi invernali 2019 è il seguente:

  • Abruzzo: 5 gennaio – 5 marzo
  • Abruzzo: 5 gennaio – 5 marzo
  • Basilicata: 2 gennaio – 1 marzo
  • Calabria: 5 gennaio – 28 febbraio
  • Campania: 5 gennaio – 2 aprile
  • Emilia Romagna: 5 gennaio – 5 marzo
  • Friuli Venezia Giulia: 5 gennaio – 31 marzo
  • Lazio: 5 gennaio – 28 febbraio
  • Liguria: 5 gennaio – 18 febbraio
  • Lombardia: 5 gennaio – 5 marzo
  • Marche: 5 gennaio – 1 marzo
  • Molise: 5 gennaio – 5 marzo
  • Piemonte: 5 gennaio – 28 febbraio
  • Puglia: 5 gennaio – 28 febbraio
  • Sardegna: 5 gennaio – 5 marzo
  • Sicilia: 6 gennaio – 15 marzo
  • Trentino Alto Adige: 5 gennaio – 16 febbraio
  • Toscana: 5 gennaio – 5 marzo
  • Umbria: 5 gennaio – 5 marzo
  • Valle D’Aosta: 3 gennaio – 31 marzo
  • Veneto: 5 gennaio – 31 marzo
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