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La sempre maggiore diffusione del web 2.0 ha portato negli ultimi anni a un maggiore interazione con la rete da parte degli utenti, non più relegati al ruolo di fruitori passivi di contenuti dei vari siti. E proprio questo modo di utilizzare internet è percepita, dalle varie piattaforme, come un’opportunità da sfruttare per incrementare il numero di click ( sempre più importanza è data alle pagine social delle varie testate dove si condividono e si commentano gli articoli letti). Pensiamo solo a Facebook, Twitter dove si postano gli articoli sulle bacheche di amici e conoscenti dando vita a vere e proprie discussioni, in un contesto dove la diffusione di contenuti risulta favorita dalla struttura stessa del luogo virtuale dove avviene.

Naturalmente questo maggiore dialogo con i lettori, oltre ad avere dei risvolti positivi in termini di contatti, porta anche all’esposizione al rischio di commenti molesti, che spesso vengono gestiti da chi lavora nei siti mediante un’approvazione effettuata dopo un primo controllo. Da questa necessità di gestire in maniera sempre più efficiente i contributi dei lettori in rete nasce, come scritto in un articolo pubblicato a fine giugno sul Corriere della sera, firmato da Serena Danna, il progetto che vedrà Mozzilla, il creatore del famoso motore di ricerca free di Firefox, impegnato (con la collaborazione del New York Times e del Whashington Post) nella creazione di una nuova piattaforma in grado di filtrare i commenti mettendo in cima, attraverso un software di analisi lessicali, quelli migliori. Un modo, quindi, per favorire la condivisione di contenuti cercando di limitare il rischio inevitabile a cui ci si espone sul terreno del web 2.o.