Quanto costa un condizionatore? Poco. O almeno, rispetto a qualche anno fa, l’impegno di spesa richiesto ai consumatori in cerca di aria fresca nelle settimane più calde dell’estate, si è men che dimezzato. Possono bastare meno di 150 euro, a patto di scendere a compromessi e tenendo sempre ben presente che da un livello di qualità minimo non si deve scendere. Ma quale modello scegliere? In prima battuta ci sono gli split portatili e quelli fissi. I primi sono due elementi uniti dal tubo in cui passa il fluido refrigerante. I secondi hanno un compressore esterno cui corrisponde un elemento interno montato fisso a parete nella stanza da rinfrescare. E poi c’è il multi-split, dotati di compressore esterno con due o più elementi interni.

La più ampia gamma dei prezzi è quella dei climatizzatori monoblocco portatili: aspirano l’aria calda dalla stanza e la espellono, un po’ rumorosamente, con un tubo che passa per una finestra. Quando si parla di costi e climatizzatori, siano essi low cost o meno, è importante non considerare solo la spesa per portarlo a casa e per l’installazione. Occorre guardare l’etichetta energetica per prevederne il consumo. Ed è necessaria un’attenta attività di manutenzione ovvero pulizia del filtro, controllo periodico di un tecnico specializzato e verifica della stabilità dell’appoggio su cui è montato l’impianto. E poi ci sono alcune accortezze preziose, come la programmazione di una temperatura interna del condizionatore non troppo più bassa o più alta di quella esterna per evitare che i consumi schizzino in alto e soprattutto per non avere ripercussioni sulla salute.

L’importanza delle etichette energetiche

Anche per i climatizzatori è in vigore una classificazione energetica che si basa sui due indici di efficienza stagionale ovvero il Seer (per il periodo estivo) per il funzionamento in raffreddamento e lo Scop (per l’inverno) per quello in riscaldamento. Se prima venivano presi in considerazione gli indici relativi a una sola e specifica condizione di temperatura, ora valgono le condizioni reali nel corso di un anno.  L’efficienza energetica in riscaldamento è classificata in base a tre diversi valori corrispondenti alla fascia climatica in cui viene installato il prodotto ovvero tre nuove classi energetiche si sono aggiunte alle esistenti per rendere più preciso lo schema di classificazione.

Attenzione a non fare danni con la pulizia

Ci sono alcune operazioni che da non fare nella pulizia dei filtri dei condizionatori. Non toccare le parti metalliche dell’unità durante la rimozione: se affilati è possibile ferirsi. Non è consigliabile usare acqua per pulire l’interno del condizionatore perché può distruggere l’isolamento. Prima di pulire l’unità, verificare che l’alimentazione sia scollegata e che l’interruttore automatico sia disattivato. Mai lavare il filtro dell’aria con acqua a più di 40 gradi. Eliminare l’umidità e lasciare asciugare all’ombra. Non esporre il filtro alla luce del sole per non rischiare restringimenti.

Come tenere i filtri in piena efficienza

Un filtro dell’aria intasato riduce l’efficienza ed è quindi meglio verificare che tutto sia a posto prima dell’arrivo del gran caldo estivo. I tecnici raccomandano di controllarlo ogni due settimane, ma come pulirlo in poche mosse? In prima battuta bisogna individuare il filtro che, essendo sporco, contiene polvere, acari, allergeni e batteri nocivi. Deve essere immerso in una bacinella con acqua calda o tiepida e asciugarlo con un panno morbido.

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