Come funziona l’orologio biologico? Com’è stato possibile che la scoperta dei suoi segreti ha portato alla consegna del Premio Nobel? Le sue lancette scandiscono ogni istante dell’esistenza dei viventi, dalle piante ai batteri e dai moscerini all’uomo. L’orologio biologico è il meccanismo universale e antichissimo che permette a tutti gli organismi di adattare i loro ritmi di vita a quelli del pianeta, scanditi dall’alternarsi di luce e buio. Per questo averne scoperto i segreti ha meritato un Nobel. Lo hanno vinto, insieme, gli americani Jeffrey C. Hall (72 anni) e Michael Rosbash (71 anni), entrambi della Brandeis University, e Michael W. Young (68 anni), della Rockefeller University di New York.

Negli anni ’80, studiando il Dna dei moscerini della frutta, Hall e Rosbash hanno isolato il gene chiamato Period (o semplicemente Per) che regola questo comportamento universale e hanno dimostrato come controlli la produzione di una proteina che si accumula nelle cellule nella notte e che viene degradata durante il giorno, sempre nello stesso intervallo di tempo. Restava da capire in che modo la proteina Per riuscisse a penetrare nel nucleo e la risposta è arrivata nel 1994, quando Young ha identificato un secondo gene chiamato Timeless (o Tim), che produce la proteina che ha lo stesso nome e che, legandosi alla proteina Per, la aiuta a penetrare nel nucleo delle cellule.

Se allora la funzione dell’orologio biologico non era forse ancora chiara in tutta la sua portata e ci fermava agli effetti del jet lag, oggi sappiamo che le sue lancette scandiscono funzioni vitali, come dormire e mangiare, facendo in modo che l’organismo di adatti alle diverse fasi della giornata. Il suo ticchettio regola la temperatura corporea come la produzione di ormoni e la pressione sanguigna, il metabolismo e lo sviluppo embrionale. Si cominciano a studiare i legami con disturbi neurologici e psichiatrici, malattie del metabolismo e tumori. Per questo i commenti del mondo scientifico sono entusiasti e parlano all’unanimità di un Nobel meritato per una scoperta fondamentale.

Un battito universale comune a piante e animali

La scoperta del meccanismo universale che regola l’orologio biologico equivale a una vera e propria rivoluzione che nel prossimo futuro potrebbe permettere di comprendere l’origine di numerose malattie, come quelle neurologiche e del metabolismo fino ai tumori. È un meccanismo condiviso da tutti i viventi, dalle piante all’uomo, e le cui origini si perdono molto indietro nel tempo. È stato così ben conservato nel corso dell’evoluzione per la sua importanza strategica: come una sorta di metronomo scandisce l’alternarsi delle funzioni vitali. Grazie adesso a intervalli di 24 ore, tutte le cellule si dividono sempre alla stessa ora.

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