Ok, la Luna è stata già conquistata, ma c’è ancora tanto spazio per nuovi esperimenti in orbita. E in questa scia anche l’Italia ha intenzione di recitare una parte da protagonista. Non sarà naturalmente semplice perché in fatto di innovazioni tecnologiche, le superpotenze del mondo continuano a essere un passo in avanti. Rincuora però che in tutte le grandi operazioni nello spazio degli ultimi tempi, non necessariamente con la presenza di umani a bordo, ci sia sempre il nostro zampino. Segno della volontà e della capacità di rimanere sempre sul pezzo, della presenza di cervelli di tutto rispetto e di competenze che non hanno nulla da invidiare a quelle estere.

Non solo, ma il rapporto di collaborazione sempre più stretto con la Cina lascia ben sperare per l’immediato futuro di sperimentazione e test sulla Luna. E per almeno due ragioni. Innanzitutto lo scorso 22 febbraio, l’Asi (Agenzia spaziale italiana) ha raggiunto una intesa con Pechino per la spedizione di missioni congiunte e l’invio in orbita di test e carichi utili. E la visita di una delegazione dell’agenzia per i voli umani Cmsa agli stabilimenti di Thales Alenia Space e al Centro Spaziale Altec a Torino rappresenta un altro tassello nel mosaico. In seconda battuta è proprio alle potenze emergenti che bisogna guardare con attenzione perché l’ago della bilancia si sta lentamente spostando altrove, verso est.

C’è prima il turno di Cina e India

La Cina sta perciò spingendo sul pedale dell’acceleratore per ricoprire un ruolo da protagonista e più esattamente intende mettere in piedi una stazione spaziale entro il 2025. Non si tratta di una data casuale perché coincide con la fine dell’operatività di quella internazionale. Insomma, tutto è studiato a puntino, così come facilmente immaginabile alla luce delle precise strategie di espansione di Pechino. Tra i Paesi pronti a ritagliarsi un (grande) spazio c’è anche l’India, con cui la stessa Cina ha già stretto un accordo di collaborazione per il 2018. Al centro del comune progetto c’è la sonda Chang’è 5 pronta a far il suo viaggio di andata e ritorno dalla Luna. Il compito è presto detto: il prelievo di campioni di roccia lunare da riportare sulla Terra.

E in parallelo, la sonda indiana Chandrayaan 2 andrà in esplorazione del satellite con un rover. Insomma, il fermento è evidente e nel prossimo quinquennio vanno messe in conto interessanti sorprese anche da parte dell’Italia. In fin dei conti, la Luna è decisamente a portata di mano rispetto ad altre missioni nello spazio.

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