Scatta il conto alla rovescia: con l’arrivo dell’estate e delle vacanze, ha i giorni contati il roaming a pagamento per i cellulari. Qualunque sia l’operatore tra Tim, Vodafone, 3 Italia e Wind. Anzi, alcuni di loro hanno anticipato i tempi abolendo già i costi aggiuntivi. In ogni caso e senza distinzioni, da giovedì chiamate, sms e dati costeranno all’estero come a casa per chi viaggia nell’Ue. È l’avvio della rivoluzione digitale spinta dalla Commissione europea e sostenuta dall’europarlamento che ora, dopo anni di battaglie e ritardi, arriva a compimento. Pochissime le eccezioni previste, con alcuni accorgimenti per evitare di danneggiare i piccoli operatori virtuali e prevenire gli abusi come il roaming permanente.

Dal 15 giugno telefonare, inviare sms e navigare su Internet da uno qualsiasi dei 28 Paesi dell’Unione europea (più, a seguire, Norvegia, Liechtenstein e Islanda, mano non in Svizzera) avverrà allo stesso prezzo che nel proprio, in base al piano tariffario o al costo previsto dalla scheda prepagata. E l’intero traffico verrà contabilizzato come nazionale, quindi scalato dal proprio forfait o credito. Non ci sono limiti temporali, ma per evitare abusi come l’utilizzo di una sim straniera economica in modo permanente in un Paese dove i prezzi sono superiori, possono scattare controlli a partire dal quarto mese in cui i consumi avvengono solo all’estero.

L’operatore dovrà avvertire il cliente, che avrà due settimane di tempo per fornire chiarimenti. Scatterà altrimenti l’applicazione di un sovraccosto minimo, pari al costo che gli operatori pagano tra di loro per la fornitura dei servizi di roaming.

WindTre, battaglia per il servizio 133

Chiedono lavoro e dignità. Dicono no alla cessione del ramo d’azienda del servizio Customer Care WindTre, ex H3G, e per questo chiedono ai leader di Cgil, Cisl e Uil il blocco delle procedure per tutelare diritti e professionalità dei lavoratori dei call center di Genova, Cagliari, Roma e Palermo, che temono di perdere il lavoro. Gli operatori delle quattro sedi del neonato colosso hanno deciso di inviare una lettera appello ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, nella quale ricostruiscono fasi e tappe che hanno traghettato le due società (H3G e Wind) a fondersi dando vita a WindTre, «primo operatore nazionale – scrivono – per numero di clienti, che vuole investire in Italia e rimanere leader nel settore».

«Non si riesce a comprendere l’intenzione dell’azienda a procedere all’esternalizzazione del servizio clienti consumer ex H3G (133), mediante lo strumento giuridico della cessione del ramo di azienda – si legge nella missiva -. Si parla di esternalizzare e pertanto di precarizzare il lavoro attraverso un meccanismo futuro di aggiudicazione di gare al massimo ribasso che inevitabilmente si ripercuoteranno sul lavoratore».

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