Addio carta di credito o bancomat, da oggi anche in Italia si può pagare accostando semplicemente l’iPhone a un Pos. Dopo il lancio tre anno a arriva anche nel nostro paese Apple Pay, il sistema di pagamenti digitali della Mela, che trasforma lo smartphone in conto corrente e portafoglio. Un sistema sicuro in cui «le proprie credenziali non vengono condivise» che al momento ha pochi rivali nel suo genere in Italia, paese di proverbiale pigrizia tecnologica in cui però qualcosa si sta muovendo. I passaggi da compiere sono pochi:

L’utente deve prima aggiungere al proprio portafoglio elettronico una o più carte di credito

  1. La banca produce un codice associato alla carta che trasmette al telefono (Token)
  2. Per pagare basta avvicinare il telefono al Pos
  3. La banca verifica la disponibilità e avvia il pagamento
  4. La notifica dell’avvenuto pagamento arriva sul display
  5. Apple Pay e gli altri sistemi per pagare con il cellulare

Ma questa di Apple non è la sola soluzione per pagare con lo smartphone. Apple Pay punta su velocità e sicurezza delle transazioni. Si può usare su computer, iPhone, iPad e Apple Watch senza dover avere lo smartphone con sé. Sia che si usi l’iPhone che l’Apple Watch, il sistema entra in funzione solo se il dispositivo è a pochi centimetri dal Pos. Con l’iPhone si conferma la transazione con l’impronta digitale. Ma non mancano appunto altri servizi:

Android Pay. Un sistema dal funzionamento simile ad Apple Pay ma senza il passaggio identificativo dell’impronta digitale. Anche qui si collegano le proprie carte di credito che generano poi una carta virtuale per aumentare il livello di sicurezza.

Samsung Pay. Sistema di pagamento specifico per i dispositivi dell’azienda coreana, usa Nfc e Mst, sistemi di identificazione a banda magnetica. Anche qui ci si autentica con l’impronta.

PayPal. Il decano dei sistemi di pagamento elettronico, si utilizza soprattutto per ecommerce ma anche nel mondo reale, ad esempio per i taxi. Si collega a carte di credito e conti bancari.

Amazon Pay. Arrivato da poco in Italia, il portafogli elettronico di Amazon consente per ora di pagare online, non solo su Amazon ma su tutti i siti che decideranno di incorporare il sistema. Pe ora il concorrente diretto è PayPal.

Bitcoin. Un portafogli di criptomoneta, utilizza codici QR per le transazioni. Nasce come sistema monetario alternativo e non specificamente per il commercio, e la non tracciabilità lo rende lo strumento preferito sul dark web, vedi il caso del virus Wannacry.

«Gli utenti italiani di Apple potranno utilizzare un modo semplice, sicuro e riservato per pagare nei negozi, nelle app e sul web», spiega Jennifer Bailey, vice presidente Internet Services di Apple Pay. Il sistema è già presente in 15 paesi del mondo ed è usato «da decine di milioni di utenti, con un volume di transazioni cresciuto del 450% negli ultimi di 12 mesi». Al momento il colosso di Cupertino ha stretto accordi nel nostro paese con Unicredit, Carrefour Bank e l’app Boon (un sistema di carta ricaricabile) ma entro fine anno ci saranno CartaBCC, Expendia-Smart, Fineco, Hype, N26 e Widiba. E anche i clienti Banca Mediolanum e American Express potranno presto utilizzare Apple Pay.

I negozi in cui sarà possibile pagare con Apple Pay sono, tra gli altri, Auchan, Eataly, Ovs, Sephora. Apple Pay può essere usato con iPhone, Apple Watch e Mac: basta appoggiare il dispositivo ad un Pos come con le carte contactless. Il numero della carta di credito non viene conservato sull’iPhone né sui server Apple né condiviso con il commerciante e ogni transazione viene autorizzata con un codice di sicurezza o il riconoscimento delle impronte digitali. Secondo il Politecnico di Milano nel 2016 in Italia c’è stato un balzo record con oltre 30,4 miliardi di transato, +46%sul 2015. E i pagamenti digitali segnano un +9% a quota 190 miliardi, quasi un quarto della spesa delle famiglie italiane.

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