Fino a che punto fidarsi della propria lavastoviglie? E della lavatrice e dell’aspirapolvere? Non dal punto di vista della capacità tecnologica di fare il loro dovere ovvero pulire e far brillare piatti, bicchiere, pentole e posate da una parte, smacchiare e profumare gli abiti o ripulire il pavimento dalla polvere e dagli acari. Ma della loro pulizia interna. Già, proprio così: nonostante la circolazione di saponi e detersivi, la lavastoviglie è spesso e volentieri l’habitat ideale di funghi e batteri. E non va meglio lavatrice e dell’aspirapolvere. Nel primo caso il suo interno si rivela strategico per i batteri nelle guarnigioni (ma notato la presenza di muffe) mentre l’aspirapolvere è un formidabile ricettacolo di batteri e acari.

Si tratta di una situazione molto più diffusa di quanto si possa credere – come dimostra il recentissimo studio delle Università di Copenaghen e Lubiana, pubblicato su Applied and Environmental Microbiology sulle lavastoviglie – e a cui le soluzioni più recenti sul fronte tecnologico non hanno ancora fornito una risposta definitivo sul fronte sicurezza per la salute.

Elettrodomestici poco igienici

Possiamo allora parlare di lavastoviglie poco igieniche o si tratta di una forzatura dei puristi a tutti i costi? Secondo quanto hanno scoperto i due atenei che hanno preso in esame i sigilli in gomma di 24 lavapiatti, c’è poco da stare sereni. Perché il microscopio ha rivelato la presenza di una quantità imbarazzante di Candida, Cryptococcus e Rhodotorula sul fronte dei funghi e di Pseudomonas, Escherichia e Acinetobacter su quello dei batteri. E la ragione è presto detta: l’ambiente caldo e umido, strategico per la moltiplicazione e la sopravvivenza di questi organismi visibili a occhio nudo. Ma c’è anche una buona notizia: sono pericolosi solo per le persone alle prese con un sistema immunitario indebolito.

Cause e rimedi

Mettendo da parte l’aspetto tecnologico, gli esperti fanno notare che la fonte principale per i funghi è l’acqua del rubinetto che alimenta l’apparecchio. In seconda battuta cibo, persone e animali domestici rappresentano altre potenziali fonti. Per quanto riguarda i batteri, è soprattutto il cibo contaminato a suscitare le maggiori perplessità da parte degli utenti. Senza considerare i microbi escono dall’acqua di scarico o l’aria calda prodotta alla fine del ciclo della lavastoviglie. Ecco allora il primo suggerimento per mettersi al riparo da situazioni spiacevoli: evitare di aprire la lavastoviglie prima del suo raffreddamento. Il secondo è di pulire le guarnizioni in gomma con un panno asciutto alla fine del lavaggio.

L’ideale è poi pulire tutti i giorni il filtro e gli interni (o almeno tutte le volte che si utilizza l’elettrodomestico) ovvero smontate i pezzi a portata di mano e sciacquarli sotto l’acqua corrente. E se dovessero essere otturati, pulire i fori del passaggio dell’acqua con uno stuzzicadenti o con un panno umido imbevuto di aceto.

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