La Naspi è un contributo erogato dall’Inps su domanda del lavoratore che ha subito la perdita involontaria del proprio impiego. Questo beneficio è destinato ai lavoratori che hanno perso il loro impiego in modo involontario e che soddisfano i seguenti requisiti contemporaneamente: devono trovarsi in stato di disoccupazione e devono aver accumulato almeno tredici settimane di contribuzione al regime di disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

La Naspi non è erogata in caso di dimissioni volontarie, tranne che nei casi di dimissioni per giusta causa o nel caso di neo-mamme che si dimettono nel primo anno di vita del figlio. Il beneficio della Naspi viene erogato mensilmente per un numero di settimane pari alla metà di quelle di contribuzione ai fini della disoccupazione negli ultimi quattro anni. Ma può sorgere incertezza riguardo al periodo contributivo da considerare per il calcolo del beneficio.

Periodi di lavoro da considerare per il calcolo della Naspi

L’indennità relativa alla Naspi viene erogata direttamente dall’Inps secondo diversi metodi di pagamento, tra cui bonifico bancario o postale, libretto postale o, in alternativa, bonifico presso un ufficio postale del comune di residenza o a domicilio dell’interessato. Questo sussidio viene corrisposto mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, fino ad un massimo di 24 mesi (due anni).

I periodi contributivi che hanno già dato luogo ad altre prestazioni di disoccupazione non sono considerati ai fini del calcolo della durata dell’indennità. Solo i periodi di contribuzione negli ultimi quattro anni vengono presi in considerazione per determinare la durata della prestazione. I periodi di contribuzione relativi al rapporto di lavoro successivi all’ultima prestazione di disoccupazione sono rilevanti per il calcolo della durata della Naspi, poiché non hanno già dato luogo a prestazioni di disoccupazione.

L’indennità della Naspi è calcolata in base a un calcolo determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, che include sia elementi continuativi che non continuativi e mensilità aggiuntive. Il termine del lavoro precedente per dimissioni volontarie non influenza il diritto all’indennità.

In riferimento al calcolo dell’importo dell’indennità, vengono considerate le settimane di contributi versati. Gli anni di contributi maturati con il precedente lavoro sono considerati sia nella durata che nell’importo dell’indennità, ma contribuiscono solo fino ai 48 mesi precedenti la cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro.

Naspi, quali sono durata e importo

La durata della Naspi nel 2024 è di massimo 24 mesi, corrisposti mensilmente. Questo sussidio viene erogato per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, con l’eccezione dei periodi contributivi già utilizzati per altre prestazioni di disoccupazione, anche se erogate anticipatamente in un’unica soluzione.

L’importo dell’indennità di disoccupazione Naspi è stabilito per legge e viene rivalutato annualmente in base alla variazione dell’indice Istat. Per il 2024, l’Inps ha comunicato che l’importo massimo dell’indennità è pari al 75% della retribuzione media e non può superare 1.550,42 euro, con una retribuzione di riferimento di 1.425,21 euro.

La Naspi subisce una riduzione del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione, con l’eccezione degli individui di età pari o superiore a 55 anni, per i quali la riduzione scatta dall’ottavo mese. Questa riduzione progressiva dell’importo della Naspi è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 e si applica anche per il 2024.

Nel dettaglio, la riduzione dell’importo del beneficio avviene:

  • del 3% al mese dopo 3 mesi per eventi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro avvenuti fino al 31 dicembre 2021;
  • del 3% al mese dopo 5 mesi per individui di età inferiore a 55 anni per eventi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro verificatisi dal primo gennaio 2022;
  • del 3% al mese dopo 7 mesi per individui di età pari o superiore a 55 anni per eventi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro verificatisi dal primo gennaio 2022.

Queste disposizioni riguardanti la riduzione dell’importo dell’indennità Naspi per età e altre specifiche situazioni sono dettagliatamente indicate sul portale web dell’Inps.

Articolo precedenteConguaglio online della bolletta dell’acqua, quando viene fatto?
Prossimo articoloSpid, cosa attivare per accedere ai servizi prima di IT Wallet

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento!
Il tuo nome