L’Antitrust ha condannato Apple e Samsung per aver di fatto reso deliberatamente obsolescenti e inutilizzabili alcuni smartphone, con una pratica commerciale scorretta che alla fine costringeva il consumatore ad acquistare un nuovo cellulare. Una pratica che in Paesi come la Francia, viene definita obsolescenza programmata ed è vietata per legge. Al termine dell’istruttoria l’Autorità ha condannato Apple e Samsung a pagare rispettivamente 10 e 5 milioni di euro di multa. Soddisfatte le organizzazioni dei consumatori Altroconsumo, Codacons, Federconsumatori, Unione nazionale consumatori che hanno denunciato le due società e adesso stanno valutando azioni collettive.

Samsung, da parte sua, ha annunciato un appello contro la decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. «Abbiamo sempre rilasciato aggiornamenti software che consentissero ai propri utenti di avere la migliore esperienza possibile», afferma la società. Nel corso dell’indagine Antitrust, supportata dal Nucleo speciale della Guardia di Finanza, è emerso che sia Apple sia Samsung avrebbero indotto i consumatori, mediante insistenti richieste, a scaricare aggiornamenti del sistema operativo che, programmati per smartphone di ultima generazione, provocavano gravi disfunzioni a quelli più vecchi riducendone le prestazioni in quanto non potevano supportare gli aggiornamenti.

Samsung avrebbe insistentemente proposto ai possessori del phablet Samsung Galaxy Note 4 (sul mercato dal settembre 2014) di procedere a installare il nuovo firmware di Android Marshmallow predisposto per il successivo modello Samsung Galaxy Note 7, senza informare dei gravi malfunzionamenti dovuti alle maggiori sollecitazioni dell’hardware. Quanto ad Apple avrebbe insistentemente proposto, dal settembre 2016, ai possessori di vari modelli di iPhone, di installare il nuovo sistema operativo iOS 10 sviluppato per il successivo iPhone 7, senza informare delle maggiori richieste di energia del nuovo sistema operativo e dei possibili inconvenienti.

Obsolescenza programmata: che cos’è

Obsolescenza programmata significa decidere in fase di progettazione il ciclo vitale di un prodotto: prima deperisce e più si spinge il consumatore a riacquistare. Il termine è stato usato per primo nel 1932 da Bernard London, mediatore immobiliare. Quanto durano i prodotti? Provando a fare alcuni esempi, la durata media delle attuali caldaie a gas è di circa 15 anni con una manutenzione regolare. I produttori di lampade a fluorescenza assicurano una durata di 10 mila ore per i modelli tubolari con cicli di accensione di 8 ore. Con un sistema di pilotaggio elettronico possono arrivare fino a 60.000 ore. Miele dichiara che le proprie lavatrici sono state testate per durare 20 anni con cinque programmi alla settimana di durata media di due ore. LG dichiara 100.000 ore di funzionamento per le proprie televisioni Oled ovvero 22 anni con 12 ore di attività al giorno.

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