La società statunitense Qualcomm, gigante dei chip per smartphone e tablet, ha vinto la sua battaglia legale contro Apple, accusata di aver violato un brevetto. Ora il gruppo di Tim Cook dovrà risarcire il produttore di componenti per smartphone con 31 milioni di dollari. I componenti contestati sono quelli utilizzati su iPhone 7, iPhone 8 e iPhone X. Questa “è l’ultima vittoria nella nostra disputa legale” contro l’azienda della mela morsicata, ha rimarcato Qualcomm. Le grane per Apple sembrano non finire mai. Anche per via di una precedente vicenda che coinvolto Qualcomm., accusata di aver pagato Apple per fermare i rivali, Intel su tutti. Il risultato è stata una multa di 997 milioni di euro ovvero il 4,9% del fatturato del 2017. Le somme pagata all’azienda di Cupertino – stando alle contestazione che sono state mosse – sfiorerebbero il miliardo di dollari.

Stando alla ricostruzione in sede europea, non è per meriti industriali che Qualcomm, gigante dei chip per smartphone e tablet, ha avuto la meglio su una concorrenza preparata e agguerrita diventando il più grande produttore al mondo. Ma perché avrebbe sistematicamente pagato Apple affinché si rifornisse da lui per dotare iPhone e iPad dei chip Lte che li collegano alla rete mobile 4G. La Commissione europea le ha inflitto una maxi-multa da quasi un miliardo di euro per abuso di posizione dominante. A onor di cronaca, si tratta della stessa accusa che ha portato alle ammende Microsoft e Google. Qualcomm respinge le contestazione che le sono mosse e annuncia il ricorso alla giustizia europea.

L’abuso sarebbe cominciato nel 2011, quando l’azienda ha stretto un accordo molto vantaggioso con Apple, poi finito nel mirino dell’antitrust dell’Unione europea: le avrebbe versato somme significative a condizione che comprasse da lei tutti i chip per smartphone e tablet. Le cifre corrisposte – sostiene l’Unione europea – sfiorano il miliardo di dollari, incassato da Cupertino, che è paradossalmente parte offesa. L’accordo è stato rinnovato nel 2013, esteso fino alla fine del 2016, e chiariva che i pagamenti sarebbero finiti se Apple avesse commercializzato un prodotto con chip forniti da un rivale di Qualcomm. Non solo: Apple avrebbe dovuto restituire la maggior parte dei fondi ricevuti in passato se avesse cambiato fornitore.

Ci sono documenti – spiega la Commissione – che dimostrano come Apple fosse tentata di passare a un concorrente di Qualcomm, cioè Intel. Ma la clausola di esclusività prevista dall’accordo è stata un fattore per cui avrebbe deciso di non farlo». A settembre 2016 Apple ha cominciato in parte a rifornirsi da Intel. «Qualcomm ha illegalmente tenuto fuori i rivali dal mercato per oltre 5 anni», tuona la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. Un comportamento «illegale per le norme europee antitrust». La multa ammonta a 997 milioni di euro: il 4,9% del fatturato di Qualcomm. L’azienda si difende e si dice certa che l’accordo non violasse le norme dell’Unione europea.

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