Iniziano a diventare progressivamente più chiare le intenzioni di Poste italiane e del suo amministratore delegato sul futuro immaginato. Anche se il nuovo Piano industriale vedrà la luce solo nei primissimi mesi del 2018, tra un’audizione alla Camera e un’altra al Senato, un incontro pubblico e la presentazione dei conti (in salute grazie alla diversificazione del business), molti interessanti dettagli stanno venendo alla luce. A iniziare dalla volontà di puntare con maggiore decisione sul digitale e di innalzare il livello dell’innovazione. Non semplice perché nonostante il know how accumulato, la concorrenza è molto attrezzata e specializzata.

Poste: più spazio per ecommerce, pacchi e spedizioni

Il futuro delle Poste non può non passare attraverso la grande crescita nel mondo dei pacchi dovuta all’ecommerce. È quanto ha affermato Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, riferendo di recente in audizione al Senato. A suo dire si apre un mondo su cui Poste ha intenzione di continuare a investire: “Ci confrontiamo con operatori globali molto strutturati – sono le sue parole – e abbiamo capito quello che è il futuro”. Una strategia testimoniata dall’apertura di un ufficio postale all’interno della Fabbrica italiana contadina (Fico), il grande parco alimentare ed enogastronomico inaugurato nei giorni scorsi a Bologna.

Poste Italiane accoglie le aziende e i visitatori nell’ufficio postale aperto all’interno dell’area di 100.000 metri quadrati che ospita 40 fabbriche di produzione e trasformazione alimentare attive. L’ufficio offre tutti i servizi postali e di spedizione, di pagamento, i servizi finanziari e assicurativi ed è dotato di Wi-Fi gratuito. Ai visitatori di Fico che faranno acquisti, Poste dedica il servizio “Spesa pesante? Viaggia leggero”, operativo tutti i giorni dalle 10.20 alle 22, che consente di confezionare i prodotti comprati e di spedirli al proprio domicilio o a casa di parenti e amici.

Ma c’è anche la riduzione uffici

Poste italiane ha esigenze di ridurre la base dei costi lavorerà per eliminare “sovrapposizioni estreme” nella rete degli uffici. Si tratta dell’altro lato della medaglia anticipato dallo stesso amministratore delegato Matteo Del Fante. Ascoltato a Montecitorio, non ha reso noti i dettagli ovvero quali sono le città coinvolte e l’impatto di queste sforbiciate, ma la rotta è stata tracciata. Quanto al nuovo Piano industriale di Poste, già preannunciato per inizio 2018, è in approvazione e verrà completato con i numeri e approvato dal consiglio tra dicembre e gennaio. Sono già completamente impostate invece le linee strategiche.

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