In fin dei conti c’è poco da stupirsi perché è noto come i conti correnti online siano più convenienti rispetto a quelli tradizionali ovvero quelli aperti nelle filiali fisiche dei negozi. La novità è piuttosto un’altra: grazie al report delle Banca d’Italia sappiamo adesso qual è la differenza dei costi. Per i canoni tradizionali costo medio di 77,6euro (+1,1euro sul 2015); 14,67 euro per i digitali perché senza commissioni. Un confronto impietoso in cui i conti correnti postali si collocano a metà strada. Ma c’è anche un altro dato di cui tenere conto: i costi di gestioni sono tornati ad aumentare dopo un biennio di modesto ribasso.

Conti correnti, risale il costo: conviene online

Aumentano i canoni delle carte di credito e bancomat, salgono le spese per i prelievi al bancomat e altre operazioni allo sportello e così il costo a carico delle famiglie, per la gestione del conto corrente bancario torna a crescere nel 2016, dopo essere sceso negli anni precedenti. L’indagine annuale della Banca d’Italia che passa al setaccio gli estratti conto di 13.036 conti correnti bancari e 1.040 conti correnti postali, fissa il costo annuale a 77,6 euro, 1,1 euro in più del 2015, bloccando quindi la fase di progressiva riduzione. Una fase cominciata nel 2010 e proseguita sino all’anno scorso, durante la quale la spesa è calata del 3,4% annuo per una diminuzione complessiva di 14,6 euro (era pari a 91,1 euro nel 2010).

Si tratta di aumenti inverosimili, ha però commentato l’Unione Consumatori o, per Codacons, effetto dei salvataggi bancari che vengono addebitati sui clienti. L’indagine, se conferma il più basso costo dei conti postali (anche per il minor numero di servizi offerti) per la prima volta analizza anche 836 conti online non riferibili a sportelli e da lì emerge la loro convenienza. La spesa media per chi sceglie di accedere al conto via PC o smartphone è di 14,7 euro l’anno. Merito della mancanza del canone di base (per oltre il 95% della clientela online contro circa un terzo della clientela tradizionale), delle spese di scrittura gratuite e delle commissioni molto più vantaggiose.

Dal rapporto emerge per i conti tradizionali un calo di 1,2 euro nella spesa per i canoni di base, bilanciata dall’aumento dei canoni per carte e bancomat. Le spese variabili sono cresciute di 1,5 euro, riflettendo l’aumento delle commissioni unitarie con il numero totale di operazioni effettuate che è lievemente diminuito (da 144 a 143 unità). La Banca d’Italia segnala che l’aumento delle commissioni sia dovuto alle operazioni effettuate attraverso canali non telematici, quali i prelievi di contante presso gli Atm e gli sportelli, i bonifici allo sportelli, le spese di scrittura per le operazioni a sportello, un segno, forse, delle politiche commerciali delle banche per scoraggiare questo tipo di operazioni in filiale. La spesa infine è più bassa per i giovani, le famiglie e i pensionati a bassa operatività.

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