Ci sono alcuni limiti, ma saranno presti aggirati così come aumenterà il numero delle banche che permetteranno l’utilizzo dello strumento del bonifico istantaneo. A oggi bastano solo 10 secondi e una somma di denaro fino a 15.000 euro viene trasferita da un conto corrente a un altro. Le prime banche che hanno aderito al servizio dell’istant payment sono Intesa San Paolo, Unicredit e Banca Sella, ma sono ai nastri di partenza anche Banca Popolare di Milano e Monte dei Paschi di Siena e a loro si aggiungono Deutsche Bank, Credit Agricole e Ing. I conti correnti interessati sono quelli dell’area Sepa (Single euro payments area) ovvero quelli ricadenti nelle 34 nazioni aderenti all’area unica dei pagamenti in euro.

La velocità è il vantaggio più evidente dei bonifici istantanei, ma non è l’unico poiché è possibile eseguire i pagamenti a tutte le ore del giorno, 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. In questa prima fase aderiscono una ventina di banche di 9 Paesi. Se l’Italia è ancora in coda alle classifiche sui pagamenti digitali è invece protagonista di questa piccola rivoluzione grazie a Sia, il gruppo guidato da Massimo Arrighetti che ne ha progettato l’infrastruttura: “Con l’instant payment colmiamo il divario che si è allargato tra i tempi dei pagamenti e quelli della logistica: ormai consuetudine che le merci arrivino in giornata e i pagamenti solo alcuni giorni dopo”, spiega lo stesso Arrighetti.

Cresce l’utilizzo dei servizi bancari su Internet

Non solo bonifici istantei e instant payment, la banca è sempre più mobile in Italia, che però resta indietro rispetto all’Europa nella gestione digitale del conto corrente, sia essa da cellulare, tablet o PC. Secondo il sesto rapporto annuale di Abi Lab, gli utenti da mobile ovvero quel servizio accessibile da dispositivi mobile sono diventati 5,6 milioni nel 2016, con un incremento dell’11% e raggiungono il 50% delle persone attive da computer fisso. In particolare sono cresciuti gli utenti che accedono al proprio conto tramite smartphone confermando che, come affermano i ricercatori di Abi Lab, il mobile è un canale in continua evoluzione e aggiornamento.

I correntisti digitali sono un esercito in movimento tutti i giorni che, con il telefonino o con il tablet alla mano, scarica ogni giorno 8.860 applicazioni per gestire il conto corrente, investire in Borsa o in obbligazioni o fare shopping. Ma nonostante i numeri in crescita, l’Italia è ancora sotto la media europea per l’utilizzo dei servizi bancari su Internet. Se nel 2015 i correntisti online delle banche italiane erano il 28%, a fronte di una media europea del 49%, oggi sono saliti al 42%, ma nel frattempo l’Europa si è portata al 59%. È quanto emerge dai dati che compongono l’indice Desi (Digital Economy and Society Index) predisposto dall’Unione Europea.

Proprio il digitale è la sfida degli istituti italiani per crescere in epoca di vacche magre: tassi bassi ed erogazione del credito al palo. Lo sostengono gli analisti di Bloomberg Intelligence che individuano nel taglio dei costi la via maestra per far salire il margine d’interesse, indicatore chiave per la redditività delle banche. Una sorta di cura dimagrante degli sportelli, più facili da tagliare dei posti di lavoro, per i quali sono necessari accordi sindacali. Le filiali invece si possono ridurre autonomamente, con il rischio però che il taglio della rete si traduca in un crollo di correntisti. Un modo per evitarlo – secondo gli analisti – è sviluppare il Mobile Banking, che in Italia rispetto al resto d’Europa, è una sfida.

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