Questa vola è capitato a una risparmiatrice di Pellestrina del Banco popolare di Milano finire in una nuova vicenda sui diamanti. L’istituto di credito l’ha convinta a investire in diamanti, ma al momento del disinvestimento, ecco che alla donna viene proposta la restituzione in contanti solo della metà della cifra. Il resto viene offerto in pietre preziose. Da qui la sua furia, ben sapendo che una risparmiatrice ha difficoltà a smerciare pietre preziose. L’investimento in diamanti e in pietre preziose si basa su presupposti di fiducia che la donna veneta ritiene traditi. La materia è delicata perché il prezzo non è legato solo al peso, ma dalla combinazione di più parametri ovvero i carati, il colore, la purezza, il taglio e la certificazione.

I casi di perdita tra il 60% e il 70% della cifra investita sono finiti più volte al centro delle cronache. Non a caso si è parlato di vere e proprie truffe con alcuni istituti di credito che avrebbero accettato di rimborsare i risparmiatori mentre altri hanno scelto la strada del silenzio.

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