Anche strani sms con minacce di sanzioni da 500 euro da parte dell’Agenzia delle entrate senza l’invio della documentazione richiesta. Peccato solo che sia tutto falso e che lo stesse entrate siano ovviamente estranee alla vicenda. Siamo davanti a un nuovo tentativo di phishing rispetto a cui il fisco italiano si è sentito in dovere di mettere in guardia i contribuenti. Come infatti rende noto, negli ultimi giorni sono stati segnalati dei falsi messaggi da mittenti riconducibili al fisco, come InfoSMS, Equitalia.

Negli sms viene comunicato l’arrivo di una raccomandata digitale che minaccia una sanzione amministrativa di 550,50 oppure 516 euro e si invita a produrre copia del passaporto e di altri documenti personali.

Ma come viene specificato, i messaggi non provengono da alcun indirizzo collegato all’Agenzia delle entrate o all’Agenzia delle entrate-Riscossione. Da qui l’invito a cancellarli, a non cliccare sui collegamenti presenti e – aspetto fondamentale – a non fornire i propri documenti e dati personali nella pagina web indicata nel messaggio.

Come difendersi dalle truffe online

Impossibile considerarsi al sicuro di truffe o tentativi di truffe online. I nuovi modi escogitati per violare la protezione personale non consentono infatti di sentirsi al sicuro. Difendersi per cercare di ridurre le possibilità di rimanere vittima delle truffe è possibile. A iniziare dall’adozione di tutte le misure di sicurezza possibile, come cambiare di frequenza la password per i vari accessi online (e non utilizzare sempre la stessa) o attivare l’autenticazione a due fattori per assicurare che solo il titolare dell’account può accedere anche se qualcun altro conosce la password.

E il tutto mentre si muove anche il legislatore con la proposta del nuovo delitto di di frode patrimoniale in danno di soggetti vulnerabili. Alla luce dell’innalzamento delle pene per il delitto di circonvenzione di incapaci, la nuova fattispecie si caratterizza per la minore gravità. Non è prevista la clausola di salvaguardia e il reato è aggravato se il fatto è commesso con strumenti telefonici, informatici o telematici, o avvalendosi di dati della vita privata della persona offesa, acquisiti fraudolentemente o senza il suo consenso.

Il tutto ricordando come si tratti di una proposta di legge per cui manca ancora il disco verde. Il consiglio per difendersi se la truffa si consuma per strada, contattare subito un proprio parente per verificare la situazione o le forze dell’ordine e nel frattempo cercate di attirare l’attenzione di altre persone, magari alzando la voce.

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