All’aeroporto Marconi di Bologna gli esoscheletri affiancano gli addetti nella movimentazione dei bagagli. Come sostengono braccia e spalle, quali benefici ergonomici offrono e quanto contano comfort e adattamento ai turni?
GH Italia ha avviato al Marconi di Bologna una sperimentazione con gli esoscheletri Comau MATE-XT GO per gli addetti alla movimentazione dei bagagli, annunciata nell’ottobre 2026. I dispositivi accompagnano il lavoratore quando trasferisce le valigie dai nastri del sistema di smistamento ai carrelli diretti agli aeromobili. Il sollevamento resta manuale; braccia e spalle ricevono un sostegno meccanico durante i gesti ripetuti e nelle attività svolte con gli arti sollevati.
Il lavoro dei bagagli, gesto dopo gesto
Nell’area di smistamento, le valigie vengono prese dal nastro, sollevate e sistemate sui carrelli destinati al sottobordo. L’esoscheletro è un supporto indossabile per gli addetti che svolgono queste operazioni e interviene sul lavoro delle braccia, con l’obiettivo di ridurre parte dello sforzo muscolare nelle fasi più impegnative.
Il carico fisico dipende dal peso di ogni valigia, ma anche dalla frequenza dei sollevamenti, dall’altezza del nastro, dalla distanza del bagaglio dal corpo e dalla postura assunta durante il lavoro. L’esoscheletro accompagna alcuni movimenti delle braccia. L’operatore continua ad afferrare i bagagli, a scegliere come orientarli e a inserirli nei carrelli, in un’attività che richiede attenzione e coordinamento tra colleghi.
La prova al Marconi coinvolge personale impegnato nelle operazioni di handling, vale a dire nei servizi di assistenza a terra agli aeromobili e ai passeggeri. GH Italia, società che gestisce queste attività, ha scelto Bologna come primo scalo della sperimentazione. Al progetto partecipano anche rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e delle rappresentanze sindacali, coinvolti nella valutazione del dispositivo durante le operazioni quotidiane.
Come l’esoscheletro sostiene braccia e spalle
Il MATE-XT GO è un esoscheletro passivo prodotto da Comau, azienda italiana di robotica e automazione. Si indossa come uno zaino: la struttura poggia sulla schiena e si regola attraverso cinghie e supporti collegati alle braccia e al bacino. La struttura in fibra di carbonio accompagna il movimento e distribuisce il supporto sul corpo.
Il meccanismo segue il movimento della spalla. Durante l’azione, componenti elastici accumulano energia e la restituiscono, fornendo assistenza soprattutto quando il braccio si flette o si estende. Il dispositivo è pensato per sostenere il peso degli arti mentre vengono sollevati e mantenuti in posizione. La regolazione si adatta alla corporatura e al compito: se non è calibrato correttamente, il supporto può risultare scomodo o interferire con i gesti.
Comau indica una riduzione dello sforzo fisico fino al 50% nelle attività ripetitive o sopra la testa, riferita al supporto di braccia e spalle. La percentuale descrive il dato dichiarato dal produttore per quelle condizioni d’uso. Il beneficio per chi lo indossa varia in funzione del movimento, della regolazione e del tempo trascorso con il dispositivo.
Il sostegno è pensato in particolare per i gesti in cui il braccio si alza o resta sollevato. Nella movimentazione dei bagagli, però, entrano in gioco anche la flessione del busto, la rotazione del tronco e gli spazi in cui si lavora. Per queste fasi restano rilevanti la tecnica di movimentazione e l’organizzazione della postazione.
Benefici ergonomici e limiti da misurare
La movimentazione manuale ripetuta è associata a rischi per la schiena e le spalle, soprattutto quando si combinano carichi, posture scomode e frequenza elevata. Gli studi sul lavoro aeroportuale hanno esaminato l’esposizione degli addetti ai bagagli. Le ricerche sugli esoscheletri per gli arti superiori, condotte su compiti e ambienti differenti, rilevano che il sostegno può ridurre l’attività di alcuni muscoli della spalla.
Una valutazione sperimentale pubblicata nel 2018 su attività di sollevamento e impilamento ha rilevato una minore attività dei muscoli flessori della spalla con un esoscheletro. Lo studio ha registrato anche possibili cambiamenti posturali e un aumento dell’attività dei muscoli antagonisti. Un lavoro sul campo pubblicato nel 2025, svolto con carpentieri durante operazioni sopra la testa, ha osservato una riduzione dell’attività muscolare di spalle e avambracci insieme a un aumento dell’attività nella zona lombare. Il carico, dunque, può distribuirsi diversamente tra le parti del corpo.
Nell’uso quotidiano contano il comfort, la libertà di movimento e la facilità d’impiego durante i turni. Vanno considerate anche la compatibilità con gli altri dispositivi di protezione e l’interazione con carrelli e nastri. Formazione e regolazione corretta accompagnano l’impiego dell’esoscheletro; la gestione ergonomica comprende anche la manutenzione delle attrezzature e l’organizzazione dei carichi.
Una tecnologia utile solo se si adatta al turno
A Bologna l’intervento riguarda una parte circoscritta del lavoro aeroportuale: l’esoscheletro modifica il modo in cui l’addetto compie alcuni gesti durante la movimentazione. La dotazione prevista è destinata a una squadra durante il turno. L’eventuale estensione agli altri scali di GH Italia dipende dagli esiti della sperimentazione.
Per gli addetti, il beneficio atteso riguarda un minore affaticamento di braccia e spalle nei compiti compatibili. La prova servirà a verificare come il dispositivo si inserisce nei movimenti effettivi e nelle attività del turno, oltre a raccogliere indicazioni sulla sua aderenza alla mansione. Efficacia, costo e compatibilità con il lavoro quotidiano saranno gli elementi da cui dipenderà il passaggio da una prova mirata a un impiego stabile.










