La BCE affida a Telefónica e Indra un ruolo chiave nello sviluppo della piattaforma per l’euro digitale: l’appalto coinvolge anche la rete e apre la strada ai test dal 2027, con una possibile emissione nel 2029.
La Banca centrale europea (BCE) ha assegnato il lotto 2 della rete per l’euro digitale a un raggruppamento formato da Telefónica e Indra. Il massimale contrattuale è di 177,66 milioni di euro. L’aggiudicazione, registrata nell’autunno 2026, riguarda i collegamenti necessari alla piattaforma della futura valuta.
Telefónica e Indra: cosa prevede l’appalto
Nel raggruppamento figurano Telefónica de España, Telefónica Global Solutions e Indra Soluciones Tecnologías de la Información. Il lotto copre due funzioni: connettere la piattaforma ai soggetti esterni che dovranno utilizzarla e mettere in comunicazione componenti del sistema ospitati in ambienti separati. La rete collegherà quindi i centri dati e consentirà l’accesso di banche centrali nazionali e prestatori di servizi di pagamento, tra cui banche e altri intermediari autorizzati.
Per il lotto è stato stimato un valore di 81,42 milioni di euro, al netto dell’IVA. L’offerta vincente prevede un massimale di 177,66 milioni di euro. Il limite complessivo indicato per i due lotti dell’appalto è di 355,32 milioni. Ciascun lotto potrà durare al massimo 120 mesi, pari a dieci anni. I servizi saranno forniti e gestiti nello Spazio economico europeo (SEE); anche il personale incaricato dovrà lavorare da località comprese nell’area.
Nella procedura, la qualità tecnica pesa per il 60% del punteggio e il prezzo per il 40%. La ripartizione riflette l’attenzione riservata alla disponibilità, alla resilienza e alla continuità della rete. A questa infrastruttura spetterà sostenere transazioni e scambi di dati anche in presenza di volumi più elevati. Nell’avviso di aggiudicazione del lotto 2, il lotto 1 risultava ancora in gara.
La rete entra nella costruzione della piattaforma
L’incarico affidato alle aziende riguarda un’infrastruttura di connettività. Telefónica e Indra realizzeranno e gestiranno i collegamenti attraverso cui la Digital Euro Service Platform (DESP), la piattaforma di servizio dell’euro digitale, potrà scambiare informazioni al proprio interno e con gli operatori autorizzati. La rete servirà a far comunicare le diverse componenti e i soggetti che parteciperanno al sistema.
La BCE guida il progetto, ne definisce il percorso e decide se e quando procedere. Ai fornitori spetta realizzare le componenti operative previste dal contratto. L’affidamento del lotto segna un passaggio concreto nella costruzione tecnica della piattaforma; l’eventuale introduzione dell’euro digitale dipende anche dal quadro normativo europeo e da una successiva decisione del Consiglio direttivo della BCE.
Per cittadini e attività commerciali, la rete costituirebbe un livello sottostante ai pagamenti. Un acquisto in negozio, un trasferimento tra persone o una transazione effettuata tramite un prestatore di servizi richiederebbero comunicazioni affidabili tra la piattaforma e gli intermediari. Per un esercente italiano, l’eventuale impatto passerebbe dai servizi di pagamento e dai dispositivi utilizzati per incassare. Le modalità rivolte a consumatori, negozi e imprese rientrano nel percorso di definizione del progetto.
Test dal 2027 e possibile emissione dal 2029
La tabella di marcia della BCE colloca nella seconda metà del 2027 una sperimentazione della durata di dodici mesi. Il programma dovrebbe coinvolgere 36 prestatori di servizi di pagamento, esercizi commerciali selezionati e dipendenti delle banche centrali. Le prove riguarderanno situazioni quotidiane: pagamenti nei negozi e trasferimenti tra persone.
La preparazione comprende anche i servizi previsti dai contratti di rete, attesi a partire dal 2029. Nello stesso anno è indicata la prima possibile emissione dell’euro digitale, subordinata all’approvazione delle norme europee e al voto del Consiglio direttivo.










