Tim ha ufficialmente deciso di rompere le acque e di passare alla fatturazione ogni mese e non più ogni 28 giorni. Si tratta di un cambiamento obbligato che segue le disposizioni approvate sul finire dello scorso che impongono ai gestori telefonici di tornare alle canoniche 12 bollette all’anno e di abbandondare le disorientanti 13. Il governo è contento, l’Agcom pure ma i consumatori un po’ meno. Stando infatti a quanto previsto da Tim, si troveranno costretti a pagare la stessa cifra su base annua. In pratica l’importo che avrebbero speso per 13 bollette viene adesso ristretto a 12. E per farlo è sufficiente aumentare i prezzi delle tariffe.
Tim subito ai 30 giorni e gli altri
Al varco sono adesso attesi Vodafone, Wind e 3 Italia. Sono loro i prossimi gestori a dover attuare la nuova tempistica. Lo dovranno fare entro il 5 aprile e, al pari di quanto è accaduto con Tim, anche in questo caso vanno messi in conto possibili rincari. Naturalmente è sempre possibile recedere, ma ad alcune condizioni ben precise. E in ogni caso, prima di passare a un nuovo operatore è naturalmente il caso di conoscere le condizioni applicate. Per quanto riguarda Tim, sono subito coinvolte le offerte e le opzioni business di telefonia fissa e le relative promozioni. Le bollette inviate casa arriveranno adesso ogni due mesi e non più ogni otto settimane
Come recedere
Per recedere occorre dare comunicazione scritta entro il periodo di tempo inserito nel contratto con uno di questi tre modi: tramite raccomandata andata e ritorno (all’indirizzo postale Telecom Italia Servizio Clienti Business, Casella postale n. 456 – 00054 Fiumicino Roma), via fax al numero gratuito 800.000.191; via Pec all’indirizzo di posta elettronica telecomitalia@pec.telecomitalia.it
Cosa prevedono le nuove norme
Stando alle nuove norme le bollette degli abbonamenti telefonici, TV e Internet devono avere cadenza mensile. Il periodo mensile o suoi multipli costituisce standard minimo nelle condizioni generali di contratto e nella Carta dei servizi. Dalla rimodulazione dei tempi di fatturazione sono escluse le promozioni non rinnovabili o inferiori al mese così come le bollette di luce e gas, perché i costi sono vincolati ai consumi ovvero sono già regolate da una delibera dell’Authority per l’energia. Ogni nuova comunicazione al pubblico di offerte che non rispettano queste caratteristiche rappresenterà “pratica commerciale scorretta”.
E se non si adeguano, continuando ad applicare la fatturazione a 28 giorni, dovranno rimborsare i clienti con un indennizzo di 50 euro, a cui aggiungere un euro per ogni giorno successivo alla scadenza del termine assegnato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La norma non è retroattiva ovvero nessun rimborso è previsto per il pregresso. Di più: l’apparato sanzionatorio è stato corretto al rialzo, con il raddoppio delle somme previste che passano da un minimo di 240.000 euro a un massimo di cinque milioni di euro.










