Non è la prima volta che i cellulari finiscono sul banco degli imputati con l’accusa di emissione di onde elettromagnetiche pericolose per la salute fino al punto di provocare il cancro. Secondo i colpevolisti, le onde elettromagnetiche arrivano al cervello e, raggiungendo i neuroni, possono creare danni importanti e rompere i legami del Dna, inducendo mutazioni. E ancora, l’effetto è cumulabile: prima inizia l’esposizione, più è duraturo e più fa male. Infine, l’effetto cancerogeno è più significativo sui cervelli in via di sviluppo e sulle donne in gravidanza. Ma per gli innocentisti, nonostante il boom dei telefonini, negli ultimi 15 anni non si è verificato un incremento dei tumori cerebrali benigni e maligni. I campi elettromagnetici sono a bassa frequenza con un irradiamento tenue e servono 30 anni per valutare possibili effetti sul cervelli. E poi, le radiofrequenze riscaldano solo i tessuti umani, ma non ci sono prove che abbiamo effetti sulla salute.

Ma come fa presente l’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog (Apple), occorre ricordare come i cellulari non emettono lo stesso livello di radiazioni. Tra iPhone 7, Samsung Galaxy S7, Huawei P9, il suggerimento avanzato “anche se è un indicatore non perfetto“, è di scegliere il modello con minore Sar (Specific absorption rate) ovvero il tasso di assorbimento specifico. Emerge allora come l’indice negli iPhone e nei Samsung Galaxy si tra i più bassi. Diverso è il caso per chi vive in prossimità di un ripetitore, in cui il rischio di cancro aumenterebbe da 2 a 121 volte, a seconda del tipo di tumore rilevato. Si tratta della conclusione di diversi studi scientifici, relativi ai ripetitori per reti mobili, che hanno esaminato la relazione tra l’esposizione alle radiazioni e i tumori in Stati Uniti, Brasile, Austria, Germania e Israele. Il pericolo deriva dalla costante attività delle Stazioni.

La scienza è comunque divisa. «L’uso prolungato fa male al cervello. Meglio usarlo poco e con gli auricolari», è l’opinione di Paolo Maria Rossini, direttore dell’Unità di Neurologia del Policlinico Gemelli di Roma. Ma ci sono anche pareri opposti. «A oggi non c’è un rapporto causaeffetto accertato che indichi che l’uso del cellulare aumenti il rischio di cancro», spiega Carmine Pinto, presidente dell’Aiom, l’associazione italiana di oncologia medica. I possessori di un cellulare in Italia sono oltre 45 milioni, secondo i dati più recenti, e a tutti loro i consigli degli esperti sono essenziamente due. L’utilizzo degli auricolari è decisivo in ogni telefonata, più si allontana il campo e più il suo effetto si riduce.

Quando si fa una telefonata, poi, controllare che le tacche siano tutte presenti: le emissioni sono meno forti. La lista dei suggerimenti, in realtà, è ben più lunga: si va dall’uso limitato del cellulare per i bambini all’incentivo nell’utilizzo del vivavoce, dal non dormire con lo smartphone sotto al cuscino al suggerimento di non telefonare in auto o in treno perché le radiazioni emesse sono maggiori all’alternanza dell’orecchio durante le conversazioni.

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