Oggi si paga in virtuale. Cambiano le abitudini dei consumatori italiani, ma soprattutto muta lo stile negli acquisti, più frenetico e veloce rispetto al passato, con un crescente ricorso a forme di pagamento digitali con carta che in Italia, nel 2016, sono lievitate complessivamente del 9% raggiungendo i 190 miliardi di euro, pari al 24% dei consumi delle famiglie. Come emerge da una recente indagine degli Osservatori digitali del Politecnico di Milano, quello da poco concluso è stato l’anno in cui per la prima volta sono gli esercenti e i distributori a fare da promotori nella direzione dei pagamenti innovativi, come eCommerce, ePayment, Mobile Payment & Commerce a distanza e in prossimità, Mobile Pos e Contactless Payment.

Tutte modalità che hanno visto nel complesso raddoppiare il tasso di crescita superando i 30 miliardi di euro, pari al 16% dei pagamenti digitali con carta. Tale incremento proseguirà nei prossimi anni, riporta l’indagine, raggiungendo nel 2019 i 100 miliardi di euro pari al 44% del totale dei pagamenti digitali. E andrà a sostituire i vecchi sistemi più inefficienti come il contante. A spingere verso l’alto i pagamenti digitali sono, in particolare, due modalità: contacltess (7 miliardi di euro l’anno scorso, +700% sul 2015) e mobile (3,9 miliardi di euro, +63%). I prodotti preferiti online? Le categorie in cui almeno una volta gli utenti hanno fatto acquisti sono

  1. Viaggi 71%
  2. Biglietti per eventi 60%
  3. Libri e musica 48%
  4. Informatica 45%
  5. Elettronica di consumo 37%
  6. Pasti a domicilio 37%

Si aggiungono al costante incremento dall’e-commerce e dall’e-payment, che continuano a rappresentare la componente di maggiore valore tra i sistemi di pagamento digitale con 18,7 miliardi di euro (+14% sul 2015). In merito ai nuovi settori, i dati dell’ultima ricerca Nielsen sull’evoluzione dei consumi alimentari parlano di un incremento nel 2016 del 44% del valore dell’e-grocery rispetto all’anno precedente pari a un giro di affari di 622 milioni di euro. Un tesoretto che pesa ancora poco (l’1,1%) sul totale degli acquisiti online degli italiani. Ma comunque dimostra che l’e-commerce si è ritagliato il suo spazio anche in un mercato difficile come quello del largo consumo.

Spazio che probabilmente crescerà, nelle previsioni di Nielsen, considerato che esistono tanti acquirenti occasionali (oltre il 42%), che hanno sperimentato questo canale una volta sola e poi hanno scelto, per il momento, di tornare al negozio fisico. Una volta conquistati, però, i milioni di e-shopper italiani che tornano online diventano acquirenti di valore, con una spesa annuale che raggiunge i 254 euro e uno scontrino medio di 53 euro.

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