Dove si annidano gli utenti si concentra l’attenzione dei malintenzionati. Si tratta di uno schema che non risparmia WhatsApp, il più popolare dei software di messaggistica istantanea su smartphone. E i fatti di queste ultime ore dimostrano come la soglia di attenzione non è mai sufficientemente alta. Ecco allora che l’allarme è stato ufficialmente lanciato: i gruppi su WhatsApp sono a rischio di infiltrazioni, nonostante la crittografia. La scoperta è di alcuni ricercatori dell’università tedesca di Bochum, che l’hanno illustrata alla conferenza Real World Crypto a Zurigo. Parole che non sono passate inosservate e che adesso stanno facendo il giro del mondo.

WhatsApp: cosa è stato scoperto

In buona sostanza, secondo gli esperti, a causa di una falla di sicurezza chiunque controlla i server di WhatsApp è in grado di inserire nuove persone all’interno dei gruppi, come se ne fosse l’amministratore. Da quel momento in poi, il nuovo membro è in grado di leggere i messaggi inviati dagli altri. La riservatezza del gruppo viene interrotta non appena il membro non invitato può ottenere tutti i nuovi messaggi e leggerli, spiega uno dei ricercatori, Paul Roesler, a Wired. Un portavoce della compagnia ha confermato la scoperta dei ricercatori ma ha evidenziato che, in caso d’infiltrazione, tutti i membri del gruppo vedrebbero la notifica che informa della presenza di una nuova persona.

In ogni caso per cambiare l’amministratore di un gruppo WhatsApp è sufficiente andare nelle impostazioni ed eliminare tutti i partecipanti lasciando solo la persona da rendere nuovo amministratore. A questo punto abbandonare personalmente il gruppo e lasciare che il nuovo amministratore aggiunga vecchi e altri membri. Infine, per trasmettere un contatto, con Android è sufficiente cliccare nella finestra per la chat, sulla graffetta in alto a destra, poi su Contatto, selezionare la voce desiderata e quindi fare tap su Invia. Con iPhone, dalla finestra per la chat, cliccare sulla freccia in basso a sinistra e selezionare Condividi contatto.

Arriva la crittografia end-to-end su Skype

Il tutto mentre è in arrivo la crittografia end-to-end per le conversazioni private Skype. Di fatto si trattava dell’ultimo tra i software di messaggistica a non aver attivato questa possibilità. La versione sulla quale è stata attivata – per ora solo a livello di Insider, ma a stretto giro per tutti – è la 8.13.76.8. Dal punto di vista operativo, tutta la conversazione multimediale è protetta dai file audio a quelli video, dalle foto alle chat testuali, dalle videochiamate alle chiamate audio.

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