revenge porn

Il legislatore sta rivisitando le norme per la rimozione dei contenuti web relativi al revenge porn. Ma cos’è il revenge porn? Si tratta di una vendetta da parte di un ex partner che pubblica foto, video o registrazioni sonore di natura intima senza il consenso della persona coinvolta.

In pochi minuti, una fotografia può essere condivisa decine di volte su piattaforme come Twitter o Facebook. Sebbene il fenomeno sembri recente, esisteva già negli anni ’80, quando la rivista americana Hustler Beaver Hunt pubblicava foto scattate all’insaputa delle persone. Vediamo cosa sta cambiando oggi.

Come rimuovere contenuti di revenge porn dal web

Il revenge porn colpisce sia i giovani sia gli adulti. Lo schema è spesso simile: nell’intimità di una relazione, le parti si scambiano foto o video sessuali. Dopo un litigio o una rottura, uno dei due diffonde questi contenuti per vendetta, ai parenti o sui social network.

Gli smartphone, strumenti molto intimi con un’enorme capacità di diffusione, facilitano reazioni impulsive. La legge punisce la diffusione di immagini di natura sessuale senza consenso, indipendentemente da chi le ha scattate o dal permesso di scattarle. Condividere tali foto sui social network costituisce reato.

Il Garante della privacy ha sviluppato un nuovo sistema semplificato per la rimozione dei contenuti. Un modulo online consente a chiunque abbia almeno 14 anni, o ai genitori per i figli minori di 14, di segnalare contenuti intimi diffusi senza consenso. L’Autorità ha 48 ore per ordinare la cancellazione dal web di tali foto e video. Questo strumento offre alle vittime di revenge porn un ulteriore mezzo per ottenere la rimozione dei contenuti non autorizzati.

Oggi esiste anche un modulo scaricabile dal sito del Garante, specifico per i contenuti diffusi su Facebook e Instagram. Questi social network hanno raggiunto un accordo per arginare il fenomeno, supportando le misure introdotte dal Codice Rosso. La legge punisce con la reclusione da 1 a 6 anni e multe da 5.000 a 15.000 euro chi invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini sessualmente esplicite senza consenso. La stessa pena si applica a chi, ricevute tali immagini, le diffonde senza autorizzazione, con l’intento di arrecare danno.

In molti casi di revenge porn, i genitori non sono a conoscenza delle pressioni subite dai figli. La prevenzione è essenziale: fin dalla giovane età, è fondamentale spiegare cosa sia il revenge porn. Anche se gli autori di questi reati non sono sempre giovani, è cruciale sensibilizzare tutti, compresi gli adulti, sui rischi e le conseguenze legali di tali azioni.

Alcuni adolescenti vivono esperienze di violenza e non sempre riconoscono la pericolosità delle loro relazioni. La vergogna o la paura di perdere il partner possono impedire loro di denunciare, rischiando un’escalation di violenza.

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