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L’industria farmaceutica sta ora puntando alla ricerca e allo sviluppo di nuovi farmaci anti-obesità che possano superare le limitazioni dei loro predecessori. Questa corsa al prossimo blockbuster anti-obesità potrebbe essere coronata da successo se questi farmaci in fase di sviluppo commerciale riusciranno a risolvere i problemi riscontrati con le generazioni precedenti di farmaci, garantendo o migliorando la capacità di promuovere la perdita di peso.

Il tutto avviene nel periodo post Covid-19 ovvero post vaccini che, al di là dei risultati dal punto di vista sanitario, hanno rappresentano una incredibile fonte di guadagno per le case farmaceutiche. E se nel lungo periodo, le cure tumorali rappresenteranno la nuova grande scommessa per il business, nel breve non possono che essere i farmaci per dimagrire, disponibili oggi a costi elevati. In futuro potrebbero diventare di largo consumo ovvero generici per tutti, accrescendo quindi le potenzialità di guadagno dei grandi player farmaceutici.

Il business dei nuovi farmaci per dimagrire

Durante il recente congresso annuale dell’American Diabetes Association, sono stati presentati i risultati di due trial clinici di fase 2, recentemente pubblicati sul New England Journal of Medicine, che hanno testato l’efficacia delle nuove molecole orforglipron e retatrutide nel trattamento dell’obesità, particolarmente in pazienti non affetti da diabete.

Il primo di questi farmaci, l’orforglipron, è stato studiato su 272 volontari per un periodo di 36 settimane. In media, ha portato a una perdita di peso corporeo del 14,7% nei pazienti che hanno ricevuto il dosaggio più elevato, con almeno il 10% di perdita di peso riscontrato nel 75% dei partecipanti. L’orforglipron si distingue per la sua somministrazione agevolata attraverso una sola pillola al giorno, e ciò potrebbe rendere questo trattamento più accessibile rispetto alle costose alternative attualmente disponibili sul mercato.

Il secondo farmaco, il retatrutide, avrebbe dimostrato un’efficacia superiore rispetto ai farmaci concorrenti. In uno studio condotto su 338 adulti obesi, il dosaggio più elevato di retatrutide ha portato a una perdita di peso corporeo media del 24,2% in soli 11 mesi di trattamento, in confronto al 15-20% riscontrato negli studi di altri analoghi di Glp-1. Questo farmaco ha anche mostrato un’efficacia del 100% nel promuovere la perdita di almeno il 5% del peso corporeo, rispetto al circa 90% dimostrato da altri farmaci simili.

Oltre alle aziende consolidate, anche aziende emergenti come SirtLife stanno contribuendo alla ricerca anti-obesità. Uno dei loro composti, il SIRT500, ha dimostrato la capacità di influenzare alcuni processi cellulari associati all’obesità. Questa formula, nota anche come “pillola mima sport,” combina vitamina D, omega-3, lattoferrina, quercetina, vitamina C, zinco, melatonina e glutatione, insieme a attivatori di sirtuine come il pterostilbene, politadina e onochiolo. Questa combinazione sembra essere in grado di replicare gli effetti benefici dell’esercizio fisico sulla salute.

Gli analoghi di Glp-1 sono farmaci che agiscono imitando la struttura del Glucagon-like peptide-1, un ormone prodotto nello stomaco che induce il senso di sazietà durante l’assunzione di cibo e stimola la secrezione di insulina da parte del pancreas. Questi farmaci non solo migliorano il controllo glicemico nei pazienti diabetici, ma riducono anche l’appetito e rallentano lo svuotamento gastrico, promuovendo così la perdita di peso. Inizialmente sviluppati come antidiabetici, questi farmaci hanno dimostrato una promettente capacità di promuovere la perdita di peso, con una media di perdita di peso corporeo compresa tra il 15% e il 20% in un anno.

Nonostante i risultati promettenti, questi farmaci sono associati a potenziali effetti collaterali e costi elevati. La crescente richiesta di queste terapie dimagranti ha però generato vendite record e ha creato problemi di approvvigionamento per i pazienti diabetici in tutto il mondo.

Rischi e potenzialità farmaci per dimagrire

L’ambito dei farmaci dimagranti è stato rivitalizzato con l’arrivo degli agonisti del recettore GLP-1, segnando un importante progresso dopo decenni di sostanziale stagnazione in questo settore. Con quasi due miliardi di adulti affetti da sovrappeso nel mondo, di cui oltre 650 milioni sono classificati come obesi, le opportunità di profitto in questo settore appaiono allettanti. Non sorprende, che numerose aziende farmaceutiche stiano attivamente competendo per sviluppare il prossimo farmaco di grande successo contro l’obesità, i cui risultati potrebbero diventare evidenti già nei prossimi mesi.

Le molecole semaglutide e liraglutide, nonostante i loro promettenti effetti dimagranti, sono caratterizzate da somministrazione iniettiva, il che comporta costi significativi e un certo disagio nell’uso quotidiano. Questa modalità di somministrazione può scoraggiare molti pazienti che cercano un aiuto nella perdita di peso e, in effetti, molte persone interrompono la terapia molto prima di ottenere risultati duraturi. Ad esempio, un’analisi recente condotta da Prime Therapeutics ha rilevato che il 68% dei pazienti negli Stati Uniti in terapia con la formulazione anti-obesità del semaglutide ha sospeso il trattamento entro il primo anno, principalmente a causa dei costi dei farmaci e degli effetti collaterali avversi, tra cui nausea, diarrea, vomito o costipazione, che interessano oltre l’80% dei pazienti.

In aggiunta, più recentemente, gli agonisti del recettore GLP-1 hanno attirato l’attenzione dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) a causa delle segnalazioni relative alla possibile comparsa di pensieri suicidi e comportamenti autolesionistici tra i pazienti in trattamento. L’EMA sta attualmente esaminando questa questione in risposta all’allarme sollevato dal sistema europeo di farmacovigilanza, con alcune segnalazioni emerse tra il 2020 e il 2023. L’Agenzia prevede di fornire ulteriori dettagli e valutazioni nei prossimi mesi.

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