Diversi fondi appoggiano la proposta di un azionista di Facebook di rimuovere Mark Zuckerberg dalla presidenza del consiglio di amministrazione del social media. Lo riporta il Wall Street Journal. Il Fondo pensione di New York, così come altri fondi di Rhode Island e Illinois, si sono schierati con la proposta avanzata da Trillium Asset Management. L’annuncio non ha effetti pratici per Zuckerberg, che ha la maggioranza assoluta dei diritti di voto sul gruppo. Ma ha l’effetto di aumentare l’attenzione sulla corporate governance della società dopo la serie di passi falsi e problemi. Il gruppo ha precisato che potranno essere usati a fini pubblicitari i dati raccolti dallo schermo smart Portal.

La chiamata vocale di Portal – viene spiegato – è basata sull’infrastruttura di Messenger, quindi quando si effettua una chiamata video su Portal, Facebook raccoglie lo stesso tipo di informazioni – come i dati di utilizzo, la durata e la frequenza delle chiamate – che raccolgono sugli altri dispositivi compatibili con Messenger. La società dichiara di utilizzare questi dati per formare gli avvisi pubblicitari che mostrano attraverso le piattaforme. Anche altri dati generali sull’utilizzo, come l’uso aggregato di app, possono alimentare le informazioni che usiamo per pubblicare annunci pubblicitari.

Facebook si farsi strada nelle case dei consumatori

Sfidando Amazon, Google e Apple, il gruppo di Menlo Park ha lanciato due speaker dotati di videocamera e microfono pensati per effettuare videochiamate. I due dispositivi si chiamano Portal e Portal+ e rappresentano il primo esempio di hardware per Facebook oltre ai visori per la realtà virtuale a marchio Oculus. Oltre a potere effettuare chiamate dicendo semplicemente “Hey Portal, chiama…” seguito dal nome di un contatto presente sul servizio di chat Messenger (attraverso cui si fa log-in), gli speaker possono trasmettere musica in streaming da Spotify, Pandora e Amazon Music e video da Facebook Watch. Per ora i servizi Apple Music, YouTube, Netflix, Hulu o Hbo Now non sono inclusi.

Da parte sua, Netflix vola a Wall Street. In una seduta debole per i listini americani, il colosso della tv in streaming e in demand arriva a guadagnare oltre l’8% spinto dal boom dei nuovi abbonati (per poi chiudere sopra il 5,2%). Il terzo trimestre si chiude con 6,96 milioni di abbonati in più su scala globale, di cui 5,9 a livello internazionale e 1,1 negli Stati Uniti. Una cifra superiore ai 5 milioni previsti dalla società e oltre le attese degli analisti (+5,09). Alla fine di settembre, Netflix conta su 137 milioni di abbonati. Un balzo che spinge l’utile a 403 milioni di dollari, più che triplicato rispetto ai 129,6 dello stesso periodo del 2017. In aumento anche i ricavi, del 34% a 4 miliardi, in linea con le attese. Nella lettera agli azionisti che accompagna i conti, Netflix è conscia della forza di Apple, Amazon, At&t e Walt Disney.

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