Facebook non consentirà più la pre-installazione delle sue applicazioni sugli smartphone Huawei. La decisione segue il divieto per l’azienda cinese di comprare beni e servizi dalle aziende statunitensi. Gli smartphone già in commercio non saranno interessati, in futuro arriveranno nei negozi senza le applicazioni.

Gli utenti possono comunque scaricarle e installarle. E la Cina passa al contrattacco con il rilascio a breve della lista nera di “entità inaffidabili” straniere che danneggiano gli interessi delle sue società, e accusa il Canada di essere subalterno agli Stati Uniti. La mossa, annunciata dal ministero del Commercio appare mirata a esercitare pressioni sulle società straniere perché mantengano le relazioni commerciali con Huawei.

Anche Google, Arm e Synopsys boicottano Huawei

Google – il cui sistema operativo Android è vitale per gli smartphone e i tablet ed è il più diffuso al mondo -, Arm (designer nippo-britannico di semiconduttori di Softbank), la californiana Synopsys (il primo fornitore mondiale di strumenti di design per microchip) sono solo alcuni dei player globali che hanno aderito al blocco delle forniture a Huawei dopo la sua iscrizione nella lista nera del commercio degli Stati Uniti, a cui è adesso aggiunto Facebook con la sua piattaforma social.

“Alcune entità straniere hanno violato le normali regole del mercato e lo spirito dei loro contratti” per “intraprendere altre azioni discriminatorie contro le compagnie cinesi danneggiandole nei loro diritti e interessi legittimi e mettendo in pericolo la sicurezza e gli interessi nazionali“, ha detto il portavoce del ministero Gao Feng.

Huawei, secondo il Financial Times, ha ordinato ai dipendenti di cancellare i meeting tecnici con controparti americane e ha rispedito a casa numerosi dipendenti degli Stati Uniti impegnati a Shenzhen, cerando di limitare qualsiasi interazione del suo staff con cittadini americani. Che la Cina sia pronta, almeno per ora, a giocare ogni carta a disposizione lo dimostra lo scontro con Ottawa.

“Speriamo che la parte canadese possa comprendere le piene conseguenze del togliere le castagne dal fuoco agli Usa”, ha rilevato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, sulle parole del vicepresidente Mike Pence, secondo cui Trump al G20 di Osaka perorerà con Xi Jinping la causa dei due canadesi, fermati in Cina su richiesta americana, che rischiano il processo per furto di segreti di Stato e minaccia alla sicurezza nazionale.

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