L’impegno non è solo umano, ma anche tecnologico e fa dell’innovazione la chiave del successo. O almeno del tentativo si successo perché la lotta alle fake news, le bufale che circolano in rete, è ardua e richiede il contributo e la consapevolezza di utenti, media, istituzioni e anche delle piattaforme tecnologiche finite nel mirino quandola vicenda ha preso una piega politica con le elezioni americane e il Russiagate. Facebook sta tentando una serie di strategie, non solo perfezionando l’algoritmo ma anche avvalendosi di fact-checker in carne e ossa, persone in grado di verificare le notizie diffuse sul social.

Sotto la lente anche foto e video

Oltre alle notizie, ora il processo di verifica della più famosa delle principali piattaforme di social networking si allarga a foto e video che spesso sono manipolati o usati fuori contesto e al pari delle notizie false si diffondo in maniera virale. L’iniziativa, al via in quattro Paesi, almomento non in Italia, è stata annunciata da Tessa Lyons, product manager di Facebook che è a Roma per il summit mondiale dei fact-checkers. «Siamo consapevoli che questi non possono rivedere le storie una ad una, stiamo quindi cercando nuovi modi per individuare le fake news e agire su larga scala. Le notizie false si combattono con una combinazione di tecnologia e revisione umana», aggiunge Lyons

In Italia con Antonia Woodford, altra product manager del social con competenza sulla materia, Tessa Lyons ricorda il principio remove-reduce-inform (rimuovi, riduci, informa) con cui è addestrato l’algoritmo che regola le nostre bacheche. La verifica di foto e video sarà disponibile per ora in Francia, Irlanda, India e Messico, «stiamo lavorando per capire come portarla in più Paesi, Italia compresa», spiega product manager di Facebook. La verifica delle sole notizie, iniziata da Facebook nel 2017 in quattro Paesi, ora si estende a 14 Paesi e si avvale di revisori certificati, anche in Italia. I primi risultati concreti di questa nuova azione di contrasto dovrebbero essere resi noti a breve.

I gruppi su Facebook a pagamento

La compagnia ha deciso di consentire agli amministratori di stabilire un abbonamento mensile per i membri che vogliano accedere a contenuti speciali. La novità è in fase di test negli Stati Uniti e coinvolge alcune tipologie di gruppi, tra cui quelli di genitori e quelli sulla casa. L’abbonamento – che dovrebbe andare da 5 a 30 dollari – ha lo scopo di sostenere gli amministratori che investono tempo ed energie per mantenere i propri gruppi, spiega Facebook.

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