Il Global connectivity index 2018 di Huawei delinea gli sviluppi da qui al 2025: ma solo i paesi che avranno installato al meglio i fattori abilitanti – big data, Internet of things, cloud, data center e banda ultralarga – potranno valorizzare i contenuti economici dell’intelligenza artificiale. Secondo il rapporto annuale sull’impatto degli investimenti digitali sulle economie mondiali elaborato dalla multinazionale cinese, tra le prime a intensificare l’implementazione di soluzioni dedicate sui suoi smartphone, sarà proprio l’intelligenza artificiale a portare su livelli di sviluppo inediti le cinque tecnologie abitanti della trasformazione digitale ovvero banda larga, big data, cloud, data center e Internet of Things.

Banda ultralarga. I Paesi che non avranno completato la posa dei cavi high-speed saranno fatalmente destinati a restare indietro nella corsa al digitale. È secondo Huawei l’investimento più necessario di tutti, e quello da cui dipende l’accesso ai più moderni servizi dell’intelligenza artificiale.

Big Data. Man mano che la vita di tutti i giorni è sempre più dipendente dalle tecnologie digitali (dai video alla sicurezza), si accumulano ingenti quantità di dati, che vanno gestiti e resi tracciabili. Ogni giorno milioni di gigabyte, appunto opportunamente trattati, concorrono all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Cloud. Costruire sistemi in grado di gestire in proprio applicazioni di intelligenza artificiale è troppo costoso per la maggior parte delle aziende e può essere affrontato solo dai governi o dai giganti delle telecomunicazioni. Perciò è indispensabile poter usufruire dei benefici del cloud computing.

Data center. La maggior parte delle installazioni in artificial intelligence fa capo ai data center. La domanda di data storage, microprocessori e server dell’ultima generazione, tutti necessari al funzionamento delle reti neurali è schizzata in alto con i progressi dell’intelligenza artificiale.

Internet of things. Se l’intelligenza artificiale, dice Huawei, è il cervello digitale delle nostre attività, gli oggetti dell’IoT sono gli organi sensoriali e i raccoglitori di informazioni. Le macchine che usano l’IoT permettono di valorizzare al massimo le funzioni più avanzate dell’intelligenza artificiale e di utilizzarle come vero fattore di crescita economica.

A detta del ceo di Huawei Italia, Thomas Miao, la sperimentazione nazionale sul 5G, a cui anche Huawei ha partecipato, costituisce una best practice non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa. È comunque necessario continuare gli investimenti programmati sulla banda larga, concentrandosi laddove l’infrastruttura non è ancora presente o non sufficientemente pervasiva. E ancora: serve una politica di incentivo alla ricerca e sviluppo che renda il Paese attrattivo per gli investitori, le start up e la creazione di competenze.

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