Si chiama Burpple, arriva da Singapore e permette non solo di individuare il ristorante più vicino, ma anche di vedere, archiviare, consultare e condividere le foto dei piatti da consumare. In base ai consigli e alle esperienze delle proprie cerchie di amici, è possibile fare la scelta giusta risparmiando tempo e andando sul sicuro. In definitiva siamo davanti alla principale guida alimentare sociale. Questa app per smartphone e tablet rappresenta solo la punta dell’iceberg della tendenza sempre più diffusa di condividere immagini di ogni tipo. Questa volta si tratta di gourmet e, dati alla mano, il successo sembra travolgente.

A sorprendere non è solo la diffusione in 115 nazioni e in oltre tremila città del mondo. Ma è quel 50% di possessori di un device elettronico con l’app installata che lo adopera tutti i giorni. E ancora, la metà di loro ha pubblicato 35 foto, il 15% ne ha condivise più di 10, i fan su Facebook sono oltre settemila e su Twitter i follower sono oltre 3.532. Burpple è anche su Quora e cura un blog conosciuto.

Qual è l’insegnamento da trarre? Non sottovalutare l’impatto e le possibilità offerte dalle nuove tecnologie. D’altronde la stragrande maggioranza delle persone ha uno smartphone in mano attraverso cui informarsi, chiedere, capire e scoprire. Anche per la ristorazione, rimanere fuori dalle esigenze social della propria clientela potrebbe rivelarsi un errore fatale. Viene da chiedersi, quali sono le strategie nei confronti del dilagare dell’utilizzo del mobile? I ristoratori hanno un sito ottimizzato per la mobile experience? Come incoraggiano e orientano le foto dei clienti?

Le migliori food app e le funzioni

Più nel dettaglio, Burpple propone sei funzioni: condividi e ricorda; scopri nuovi ristoranti; journal: la raccolta delle tue immagini; trusted opinion, per navigare tra le immagini degli amici; condividi sugli altri social media; collegamento a Instagram. L’app è gratuitamente scaricabile sia per iPhone e iPad che per smartphone e tablet Android. Oltre a Singapore, il software raggiunge picchi di diffusione negli Stati Uniti, in Cina e in Giappone.

Non si tratta dell’unica del settore. Foodspotting è la food app più diffusa con oltre tre milioni di download, ma è una guida turistica enogastronomica. Si tratta di un vero e proprio social network culinario per osservare, commentare e condividere il piatto preferito di un ristorante. L’applicazione è stata recentemente aggiornata con alcune modifiche per migliorarne l’utilizzo.

Poi ci sono restOpolis per la prenotazione online di ristoranti, MyTable per assolvere alla stessa funzione in locali esteri, Cibando per orientarsi fra ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie e tavole calde, Misiedo con la sua rete di città e 800 ristoranti convenzionati, Mangiarozzo per conoscere trattorie a basso costo. Negli Stati Uniti è diffusa l’app Open Table: i ristoranti chiedono i dati della carta di credito e se al momento della prenotazione il cliente non rispetta l’impegno preso, verranno scalati i soldi della penale.

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