La cometa di Rosetta
La cometa di Rosetta - Foto Esa

Rosetta, o meglio Philae, alla fine è atterrata sulla cometa. Questa è una storia da brividi: un oggetto umano che ha viaggiato automaticamente per 10 anni per raggiungere una cometa, orbitarci intorno qualche mese, decidere dove atterrare e farlo, raccogliendo campioni e facendo analisi. Questo capolavoro è in corso, a svariati milioni di chilometri da noi, su una cometa che l’Agenzia Spaziale Europea ha deciso di studiare con una propria sonda, lanciata nel 2004 e nei dintorni della cometa Churyumov-Gerasimenko ormai da qualche mese. La missione, se dovesse aanndare a buon fine, dovrebbe permettere di spiegare molte cose anche del nostro pianeta.

Quanto è importante conoscere le comete

Le comete sono fondamentali per capire molte cose del nostro pianeta. Per prima cosa, il vero dubbio che  possono aiutare a risolvere è da dove accidenti venga l’acqua che copre la Terra. Infatti, le comete sono fatte (anche) di ghiaccio e, soprattutto, sono antichissime. Sono tra gli oggetti più antichi a popolare il nostro Sistema Solare e questo significa che studiarle da vicino dovrebbe permettere di capire meglio anche alcuni aspetti oscuri dell’evoluzione del nostro piante che, con buona pace dei creazionisti, ha avuto miliardi di anni di tempo per costruirsi e per diventare quello che è, cioé un ricettacolo di biodiversità e – ad oggi – l’unico pinate conosciuto ad ospitare una qualche forma di civiltà.

Le fasi della missione

Rosetta si è separata con successo dal lander Philae. Il lander sarà l’oggetto che atterrerà sulla superficie della cometa e spedirà alla nave madre dati e immagini che arriveranno sulla terra dopo circa mezz’ora. L’atterraggio è avvenuto ed è una vittoria per la comunità scientifica mondiale. Soprattutto per l’Agenzia Spaziale Europea che non è (ancora) in grado di mandare un uomo indipendentemente nello spazio, ma sa impostare e portare a termine delle missioni da fantascienza.