Sono ormai diversi anni che si parla di realtà virtuale.
Al cinema addirittura se ne parla dal 1992 dal film Il Tagliaerbe con Pierce Brosnam, e questa tematica viene sempre più spesso ripresa nei colossal di produzione holliwoodiana.

Ad oggi pare che mai come prima la realtà virtuale possa essere considerata vicina, e sono molti ormai i progetti che promettono di raggiungerla in modo tangibile.

Alcuni esempi possono essere Oculus Rift, Sony Morpheus, Sulon Cortex, Epson Moverio, solo per citare i più famosi.

Qualcuno potrebbe pensare che questo tipo di tecnologia possa essere relegata solo all’uso stretto nell’industra videoludica, ma sarebbe decisamente un errore, perchè tutti questi visori e sensori accessori non sono certamente da considerare alla stregua di giocattoli ma aprono vere e proprie possibilità di utilizzo in diversi campi e forse potrebbero modificare radicalmente il nostro modo di vivere.

Settori come la produzione di beni, la medicina, l’arte e la musica potrebbero essere completamente rivoluzionati da queste nuove tecnologie. Siamo quindi vicino ad una nuova cambiamento tecnologico? Oculus e Project Morpheus di Sony, sono forse i progetti più noti che riguardano sia la realtà virtuale che quella aumentata.

Il giro di affari che verrà movimentato da questo tipo di tecnologie non è ancora stato stimato e la stessa Gartner non ha ancora effettuato stime ufficiali, ma si parla già di miliardi di dollari. Se è vero che i nuovi visori per la realtà virtuale sono ormai in dirittura di arrivo, è altrettanto vero che molte sono ancora le problematiche che i produttori stanno affrontando per superare gli ultimi limiti e intoppi nella costruzione.

I temi più caldi sono sicuramente la durata delle batterie, la risoluzione , il peso delle apparecchiature e l’affinamento dei sensori di head-tracking e eye-tracking. Ultimo e certo non meno importante è sicuramente l’aspetto riguardante il software che dovrà essere ottimizzato alla perfezione per restituire all’utente un effetto completo e coinvolgente.