Sembrava fino a ieri impossibile e solo appannaggio della mente umana ma non è più così.
Il Test di Turing è stato finalmente superato anche da un’intelligenza artificiale, ovvero da un computer dotato di cpu e memoria abbastanza potenti per realizzare l’impresa. La macchina di ci stiamo parlando è un prototipo di computer russo dal nome molto umano Eugene Goostman.

In cosa consiste il Test di Turing? Per chi non lo sapesse, detto test si compone di domande e quesiti che necessitano di una interpretazione molto complessa. Una complessità di questo tipo è caratteristica di un cervello umano, ecco perché superare il test vuol dire poter affermare che in qualche modo la macchina è in grado di pensare.

Il test è ad oggi al centro di molte critiche, i suoi detrattori infatti considerano il sistema di valutazione e i benchmark di riferimento assolutamente arbitrari e privi di una vera attendibilità. L’unico dato di fatto è che Eugene Goostman ha superato questo primo test e , se forse non necessariamente significa che è in grado di pensare, certamente è da considerare un grosso passo in avanti in tema di intelligenza artificiale.

Il supercomputer Eugene Goostman nasce nell’Università di Reading, e si compone di una chatbot.
Tale chatbox è stata configurata da Vladimir Veselov a Sanpietroburgo. Il test si compone in questo modo: il supercomputer deve comunicare con alcune persone per un tempo limite di cinque minuti, durante i quali deve convincere gli individui di stare comunicando effettivamente con una persona reale.

Se il 30% delle persone casca nel tranello allora il test può dirsi superato. Può bastare questo per considerare un computer in grado di pensare? Forse no, ma certamente non si può negare che sia un risultato decisamente interessante.