L’iniziativa potrebbe apparentemente spiazzare perché in un periodo in cui risuonano ancora le parole pronunciate in campagna elettorale da Matteo Salvini, adesso ministro dell’Interno, sul taglio delle accise sui carburanti, la paventata ipotesi del rialzo di quelle sul gasolio coglie di sorpresa. Ma la ragione è duplice. In prima battuta un provvedimento di questo tipo è immaginato per finanziare la flat tax che, almeno nella sua prima, ha bisogno di un sostegno economico per compensare le mancate entrate. In seconda battuta, il cosiddetto bonus diesel troverebbe applicazione solo sulle auto alimentate a gasolio e non quelle a benzina.

La ragione, al netto delle prime smentite che circolano in queste ore, si spiega facilmente con la volontà di ridurre il parco macchine diesel perché considerato più inquinante, così come indicato nel programma di governo stipulato a inizio legislatura tra Movimento 5 Stelle e Lega. Il tutto senza dimenticare che l’Italia è il secondo Paese dell’Unione europea in cui il gasolio è più caro (il primo è la Gran Bretagna, presto definitivamente fuori dalla Ue).

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