Apple si scusa per il rallentamento degli iPhone in seguito all’installazione degli aggiornamenti software. Rigetta al mittente le accuse di obsolescenza programmata e assicura di non non aver mai fatto qualcosa per accorciare volontariamente la vita dei dispositivi Apple. La querelle non rappresenta una novità per il mondo della società di Cupertino, ma è balzato all’attenzione per via dei recentissimi casi che hanno coinvolto su larga scala iPhone 6 e iPhone 6 Plus. La multinazionale statunitense aveva ammesso di rallentare gli iPhone per scongiurare problemi. Peccato solo che adesso sia chiamata a rispondere alle accuse di “comportamento fraudolento per indurre ad acquistare smartphone nuovi”.

Sono già tre le class action avviate negli Stati Uniti con un numero crescente di adesioni. A ogni modo, in una lettera aperta ai clienti, Apple promette per il 2018 un aggiornamento iOS che offrirà più visibilità sullo stato della propria batteria. Intanto la compagnia batte i target 2017 e il ceo Tim Cook brinda con un assegno finale di 102 milioni di dollari, il 74% in più dell’anno scorso. Dopo il taglio del 2016 a causa di ricavi e utili sotto attese, l’amministratore delegato di Apple si vede riconosciuti i successi ottenuti, con il colosso degli iPhone volato in Borsa e a un passo dal diventare la prima società a valere più di mille miliardi.

Compensi in aumento anche gli altri manager, fra cui il direttore finanziario Luca Maestri, che hanno ricevuto assegni fra i 6 e i 24 milioni di dollari. I surplus sono legati al miglioramento dei risultati di Apple, che ha chiuso il 2017 con ricavi per 229,2 miliardi a fronte di un utile operativo di 61,3 miliardi.

Uber, il 20% passa ai giapponesi di Softbank

Da una multinazionale all’altra, l’offerta del gruppo giapponese Softbank per acquistare una quota importante di Uber ha avuto successo. Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, gli investitori e i dipendenti dell’app avrebbero ceduto a Softbank il 20%. Nell’operazione che unisce uno dei fondi di investimento tecnologici più ambiziosi al mondo e una delle start-up con la valutazione più alta, SoftBank dovrebbe inizialmente rilevare un 15%. L’offerta valuta Uber 48 miliardi di dollari, offrendo a Softbank uno sconto del 30% sulla più recente valutazione di Uber, pari a 68 miliardi di dollari.

Tra l’altro, la proposta arriva nell’anno più tumultuoso della storia della app che offre servizi alternativi ai taxi tradizionali, tra l’uscita forzata del ceo e fondatore Travis Kalanick, le cause legali e intrusioni informatiche.

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