Da venerdì scorso è affidato a una comunità per minori di Crema il ragazzo affetto da una grave dipendenza dai videogiochi. Gli agenti del commissariato cittadino da tempo monitoravano la delicata situazione sua e della famiglia, seguita dai servizi sociali. I genitori sono separati da anni: la madre è tossicodipendente e ha precedenti penali mentre la figlia è scappata di casa con il fidanzato quando non aveva ancora raggiunto la maggiore età ed è stata a sua volta affidata a una comunità. Da questo contesto è emersa la condizione dell’adolescente con difficoltà d’apprendimento. Tra l’altro la madre non si preoccupava di assolvere l’obbligo scolastico del figlio che era assente per lunghi periodi e passava buona parte della giornata davanti alla tv o al computer.

I segnali da non trascurare

Le preoccupazioni dei genitori che vedono i figli sempre attaccati alla console da salotto (ma anche a smartphone e tablet, sempre più punti di riferimento per i giochi online, trovano una conferma scientifica: l’Organizzazione mondiale della sanità ha inserito la videodipendenza nell’elenco che contiene tutte le malattie riconosciute, oltre 55.000, che viene usato per le diagnosi dai medici di tutto il mondo. Sono tre le caratteristiche principali di questo disordine, hanno spiegato gli esperti dell’Oms. La prima è «una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita».

Tra gli altri segnali primari della patologia c’è il fatto che anche quandosi manifestano le conseguenze negative dei comportamenti non si riesce a controllarli e il fatto che portano a problemi nella vita personale, familiare e sociale, con impatti anche fisici, dai disturbi del sonno ai problemi alimentari. L’inserimento nell’elenco, hanno spiegato gli esperti dell’Oms, dovrebbe aiutare i medici a formulare più facilmente una diagnosi. Per essere riconosciuto come problema mentale il disordine deve continuare per almeno 12 mesi, anche se ci possono essere eccezioni che spingono a non arrivare subito a immediate conclusioni.

Dei molti milioni di giocatori nel mondo solo una minima parte soffre del problema. Tra le altre novità contenute nell’elenco c’è anche lo spostamento della incongruenza di genere, in cui il sesso biologico è diverso dal genere percepito, dalle malattie mentali a quelle sessuali. «Questo documento – ha affermato il direttore generale dell’Oms – ci permette di capire meglio cosa fa ammalare le persone, e di prendere le iniziative necessarie per prevenire le sofferenze e salvare quante più vite possibile».

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